Approvata all'unanimità la delibera di aggiornamento e modifica al programma triennale lavori pubblici 2021-2023

Ecocentro al Poggino, importo di spesa aumentato di oltre 180mila euro

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920mila euro. E’ il costo previsto per la realizzazione dell’ecocentro al Poggino.

Struttura che eviterà ai viterbesi di dover percorrere 20 chilometri all’andata, e altrettanti al ritorno, per andare a gettare rifiuti ingombranti all’ecocentro di Grotte Santo Stefano.

La previsione di spesa iniziale, come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Elpidio Micci, è lievitata di 185mila euro.

“Un incremento – ha sottolineato – dovuto alle prescrizioni tecniche che hanno portato a dover redigere una variazione del progetto originario”.

All’aumento inoltre ha contribuito “la maggiorazione dei prezzi dei materiali di costruzione”, in alcuni casi anche del 70%.

Micci ha tenuto a voler portare a conoscenza dell’intero consiglio i motivi del rialzo subito dalla cifra occorrente, in quanto durante la commissione era stato impossibilitato a farlo a causa delle difficoltà di connessione.

Per quanto riguarda i tempi di avvio dei lavori, domanda posta dal capogruppo Pd Ricci, l’assessore ha risposto: “Già subito dopo l’approvazione dell’aula, avvieremo le procedure per la gara d’appalto”.

Ricci, con un pizzico di provocazione riferendosi alla delicata situazione politica innestata dalle Provinciali, ha poi chiesto se l’assessore prevedeva che l’opera potesse essere completata prima del termine della consiliatura.

Con fair play Micci ha replicato: “Non so cosa accadrà per quanto riguarda la durata della consiliatura. Appena sarà espletata la gara, mi auguro che entro primavera si possano avviare i lavori”.

La proposta di delibera, relativa ad aggiornamento e modifica al programma triennale lavori pubblici 2021-2023 e all’elenco annuale 2021, è stata approvata all’unanimità con l’astensione della minoranza.

Nota a margine: seguire i lavori del consiglio comunale in videocollegamento si rivela sempre più spesso una corsa a ostacoli.

Microfoni aperti contemporaneamente, rumori gracchianti che coprono gli interventi rendono complicata la comprensione di ciò che accade in aula.

Poca dimestichezza insomma con i vari dispositivi, nonostante quasi due anni di sedute in Zoom.

 

 

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