Chicco Testa, presidente Fise Assoambiente: "Sui rifiuti sono tutti colpevoli: Regione, Comune e Ama"

Ecomafia 2021, preoccupante secondo posto del Lazio dopo la Campania

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Garbage pile in trash dump or landfill. Pollution concept.

L’ultimo dossier Ecomafia di Legambiente fotografa la situazione preoccupante della nostra regione.

Una cattiva gestione del ciclo dei rifiuti, che aggiudica al Lazio una sgradevole ‘medaglia d’argento’ – salendo di una posizione rispetto allo scorso anno -, secondo soltanto alla Campania per numero di reati connessi a questo settore. E la città di Roma è annoverata tra le peggiori province.

L’ultimo dossier Ecomafia di Legambiente racconta con i dati una situazione degradata: 736 illeciti legati allo smaltimento dei rifiuti accertati nel 2020, 942 denunce, 36 arresti e 391 sequestri.

“Lo smaltimento illecito dei rifiuti, in particolar modo a Roma e nella Città metropolitana, è la causa maggiore dell’aumento degli ecoreati commessi nel Lazio. Una situazione che nei territori è chiara, visibile e rispecchia completamente i dati che emergono dal dossier” dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

Scacchi ricorda anche “le mille discariche abusive che abbiamo mappato e delle quali abbiamo denunciato l’esistenza e le continue segnalazioni di nuove discariche nella Capitale e nel suo hinterland, in modo particolare tra il verde, dove Ama non provvede all’immediata rimozione nonostante sia l’unico soggetto deputato alla raccolta dell’immondizia: a Roma il disastro totale nella gestione del ciclo dei rifiuti degli ultimi anni e le politiche totalmente inadeguate hanno spalancato praterie dove le ecomafie continuano ad agire, con conseguenze ambientali che vediamo emergere ovunque”.

Un’emergenza rifiuti ormai cronicizzata in una città in cui mancano gli impianti e sempre alla continua ricerca di discariche sul territorio regionale e fuori regione.

Una situazione stigmatizzata da Chicco Testa, presidente Fise Assoambiente: “Sui rifiuti sono tutti colpevoli: Regione, Comune e Ama”. Sulla carenza di impianti evidenzia: “Ci sono centinaia di tonnellate di rifiuti che non si sa dove mettere e quindi rimangono nei depositi sui camion o per strada”.

Per quanto concerne le responsabilità della Regione, secondo Testa “il piano regionale è basato su premesse false: la prima, che la quantità di rifiuti si riduca del 10% da qui al 2025, cosa che non avverrà; la seconda, che la raccolta differenziata passi dal 50 al 70% nel 2025: sono stime false che cercano di dire che gli impianti di cui ha bisogno Roma sono meno di quelli che servono veramente”.

 

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