"Dal Governo urge azione più energica. Non rincorrere le problematiche ma anticiparle"

Economia e terme ai tempi del Covid-19, Sensi: “Serve una puntura di adrenalina salvavita”

174

Il rischio contagio ha portato alla serrata di quasi tutte le attività economiche e produttive.

E tra le prime a pagare il tributo alle norme restrittive ci sono state le strutture alberghiere.

Come è accaduto a una realtà che da decenni è portabandiera del termalismo viterbese: le Terme dei Papi.

110 dipendenti per i quali la società, fin dal giorno della chiusura, ha chiesto la cassa integrazione.

 E la famiglia Sensi, che gestisce il complesso termale, come sta vivendo questo periodo di isolamento forzato?

“Con molta attenzione e con la massima prudenza” risponde Marco Sensi.

“Cercando di dare il contributo che serve, che tutti seriamente dovremmo dare per stare attenti a non diffondere il contagio. Restare a casa è l’unico sistema che alla fine può fermarlo. Dovremmo tutti rispettare le restrizioni”.

Poi osserva: “Stiamo vivendo una circostanza straordinaria impensabile, nessuno si sarebbe mai immaginato di potersi ritrovare un giorno in questa situazione che è allucinante”.

 Cosa pensa dei provvedimenti economici adottati dal Governo?

“Mi rendo conto che una situazione del genere è difficile per tutti, figuriamoci per chi deve prendere decisioni che riguardano il dover mettere una coperta su tutta la Nazione. Però ci sono ancora delle falle, delle grosse problematiche che poi ricadono sulla gente. Speriamo che chi di dovere riesca a fornire a ognuno la propria ancora di salvataggio”.

Un approccio inizialmente soft, quello di Marco Sensi che poi però aggiunge: “Mi sembra che sinora le misure siano limitate e poco tempestive. Io vedrei un’azione molto più energica, più diretta senza burocrazia. Serve una puntura di adrenalina salvavita mentre qui le cose mano a mano vengono fuori a piccoli pezzetti. Sembra che rincorrano le problematiche invece di anticiparle”.

 Come vede il futuro della sua impresa?

“Cerco di immaginarlo durante l’arco della giornata perché è veramente l’argomento che mi preme di più. Come sarà il momento della ripartenza? Sicuramente sarà una cosa graduale, non un giro di interruttore e via si riparte. Tutti noi saremo più attenti e timorosi, più titubanti nello spingerci fuori, a muoverci, a fare le vacanze. Credo che per arrivare alle libertà che conoscevamo ci vorrà forse qualche mese. Probabilmente andranno riviste anche le politiche commerciali. E’ quasi una ripartenza da zero. Forse non sarà più come prima: ci dovremo inventare nuovi servizi, nuovi modi di far stare la gente. Penso, per esempio, a un ristorante: tavoli distanziati e diradati. E i convegni chissà quando si potranno di nuovo ospitare”.

“Il settore benessere forse – ragiona Marco Sensi – potrebbe essere il primo a ripartire. Il rapporto in cabina è di uno a uno, non c’è assembramento di persone. Ovviamente l’operatore, oltre alla certificazione medica, adopererà la mascherina e tutte le protezioni necessarie però credo che potrebbe ripartire”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui