Ed ora alla Asl si inventano anche le carriere? Ecco la bomba che può far saltare tutto

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È davvero strano il microcosmo che ruota attorno al Laboratorio di Genetica Medica di Belcolle e forse, per essere più precisi, dovremmo utilizzare l’appellativo “costruito”, assai più calzante. Ma questa volta, dopo che per mesi è stato – ed ancora oggi lo è – utilizzato per processare i tamponi Covid-19 contra legem, ossia contrariamente a quanto stabilito dalla legge (la 77 del 17/07/20), al Laboratorio di Genetica l’hanno fatta davvero grossa.

La portata dell’errore commesso è gigantesca, tanto da far pensare che gli autori abbiano agito senza ritenere, per la genetica supponenza della Direzione Generale e la consueta tolleranza dell’Autoritá Giudiziaria, che qualcuno potesse accorgersene.

Tutto inizia con la delibera n. 637 del 20/03/20, potremmo definirla “La preparazione”. Alla dottoressa Gloria Pessina è riconosciuto il servizio prestato presso il Laboratorio Centrale per la Banca Dati Nazionale del DNA (Ministero di Grazia e Giustizia) dal 07/09/2015 al 31/08/2018. E lo si spiega anche: “ai sensi dell’art.18, c.4, CCNL Area Sanitá 2016/2018”. Peccato peró che detta norma contrattuale faccia riferimento all’articolo 1 del medesimo CCNL, il quale, a sua volta, ai fini dell’equiparazione dei servizi prestati fuori ASL, fa riferimento all’articolo 6 del CCNQ 2016 (Contratto Collettivo Nazionale per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale 2016/2018, ancora vigente) ove non compare il Ministero di Grazia e Giustizia, citato invece nell’articolo 3 del CCNQ 2016, alla voce generica “Ministeri”.

In buona sostanza, “con artifizi e raggiri” si finge che nell’articolo 6 (Comparto Sanità CCNQ 2016), ossia quello di equiparazione di servizi prestati extra ASL, compaia anche il Ministero di Grazia e Giustizia, invece citato esclusivamente nell’articolo 3 del CCNQ 2016.  Ma, andando a leggere, l’articolo 1 del CCNL Area Sanità cita per l’equiparazione solo

ed esclusivamente l’articolo 6. Ma perché dichiarare il falso in un atto pubblico? È presto detto.

Dopo “La preparazione” arriva la “mandrakata”: la delibera 2743 del 22/12/2020. Alla dottoressa Gloria Pessina, molto vicina ad uno dei primi aspiranti alla vaccinazione anti Covid-19, il dottor Giuseppe Cimarello, attraverso l’illegittima utilizzazione di una “artificiosa” anzianità di servizio, mai effettivamente maturata per gli altrettanti “artificiosi” motivi appena detti, viene affidato un incarico professionale, denominato “Gestione procedure Laboratorio di Genetica Medica”, in forza “dell’articolo 18, c.1, par.II, lettera c, CCNL Sanitá 2016/18”.

Per assegnare detto incarico servono 5 anni di servizio ed il superamento della verifica dell’apposito Collegio Tecnico. In breve:

1) si fruiscono 5 anni di servizio indebitamente; 2) si acquisisce un trattamento economico maggiore, come per la retribuzione di posizione variabile (valenza aziendale) che avrá attendibilmente un punteggio elevato; 3) la delibera 2743 non fa riferimento alcuno alla verifica del Collegio Tecnico, assolutamente vincolante, nè risulta nominato a tutto il 2020 un Collegio Tecnico specificamente costituito per la verifica dopo 5 anni di servizio della dottoressa Gloria Pessina.

Insomma, qui andiamo ben oltre gli “artifizi e raggiri” dell’articolo 640 del Codice Penale, cioè la truffa, ed il numero degli attori potrebbe aprire lo spiraglio addirittura all’associazione, per non parlare del “danno erariale”. Una storia squallida che richiama il precedente illustre di chi siede addirittura in trono, ma torneremo sull’argomento. Per adesso si smuoverà qualcuno a piazza Falcone e Borsellino?

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