Elezioni consorzio bonifica, dal 4 ottobre gli scrutatori attendono di essere pagati

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Il consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina è il perfetto paradigma di come anche l’istituto democratico per eccellenza, le elezioni, possa essere “pilotato” politicamente.

Fin dalle prime battute – con la presentazione delle liste – la messa in campo di cavilli e tecnicismi da parte della commissaria Selmi, nominata dalla Regione, è sembrata indicare una direzione già prefissata.

Obiettivo: mettere i bastoni tra le ruote alla campagna elettorale della lista ‘Agricoltori riuniti’ a favore della lista ‘La Bonifica’ della Coldiretti.

Primo passaggio di questa strategia l’esclusione di ‘Agricoltori riuniti’ da tre delle quattro sezioni in cui si votava. La motivazione fornita: il mancato inserimento di candidati di Montelibretti, piccolo comune della provincia romana.

Situazione verificatasi anche nella lista ‘La Bonifica’ nella terza fascia, a cui singolarmente è stato posto rimedio ripresentandone – a distanza di un giorno dalla prima – un’altra riveduta con l’aggiunta di un rappresentante del Comune romano.

La vicenda si dipana tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato fino alle elezioni del 4 ottobre, quando pur presente in una sola sezione ‘Agricoltori riuniti’ infligge al competitor un secco 119 a 66. Tra l’altro unica fascia che ha registrato l’affluenza di un alto numero di votanti al contrario delle altre tre in cui era presente solo ‘La Bonifica’.

Così nonostante il forte ostruzionismo la lista, composta da Confagricoltura, Cia e Copagri, è riuscita a portare a casa sei consiglieri sui tredici eletti.

Ma questa storia travagliata non finisce con le elezioni. Ve ne daremo conto nei prossimi giorni.

Ora a fare da corollario a questa intricata vicenda emerge il mancato pagamento delle giuste spettanze agli scrutatori.

I seggi delle varie sezioni hanno svolto regolarmente il loro lavoro. Lavoro però che, come segnalano appunto scrutatori e presidente di sezione, attende ancora di essere remunerato.

Da oltre due mesi – le elezioni si sono tenute il 4 ottobre – queste persone che si sono prestate a svolgere un compito delicato, per la stragrande maggioranza giovani, aspettano di ricevere i compensi dovuti.

Ma tutto tace. E per di più si approssima il Natale e, seppure pochi, quei soldini farebbero comodo.

Anche perché la cifra è davvero irrisoria: meno di 100 euro a testa.

E mentre loro sperano di ricevere questo piccolo obolo, la commissaria che ha guidato la transizione della fusione dei due consorzi nel frattempo ha sempre regolarmente incassato fino all’ultimo euro del proprio compenso di 2700 euro al mese.

Gli scrutatori rivolgono ora un appello a chi li ha reclutati per ricevere al più presto quanto loro promesso. Un appello che non dovrebbe neanche essere lanciato, perché hanno lavorato e sono nel pieno diritto di ricevere quei soldi. Quanto prima, anzi subito!

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