Remo Parenti: "Nel Viterbese, a causa dei danni provocati, non si coltivino quasi più girasoli, mais e altri cereali che siamo poi costretti ad importare a carissimo prezzo"

Emergenza cinghiali, Confagricoltura si appella ai candidati sindaci

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“Denunciamo l’inerzia delle Istituzioni e ci appelliamo ai candidati sindaci sull’emergenza cinghiali”.

A dirlo, in una nota, il presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti Remo Parenti.

“Continuano ad aumentare – si legge nella nota – sia il numero dei cinghiali presenti nelle province di Viterbo e Rieti, come del resto in tutte le province italiane, sia le inevitabili conseguenze, sotto forma di danni ambientali, economici e di incidenti stradali. Abbiamo già detto e denunciato la situazione che stanno vivendo gli agricoltori, in tanti casi costretti a lasciare le terre incolte (dopo non ci si meravigli, ipocritamente, del diffondersi di impianti fotovoltaici nelle campagne), o a ritrovarsi con le colture devastate senza un vero risarcimento. Abbiamo già detto come nel reatino e nel viterbese, a causa dei danni provocati dai cinghiali, non si coltivino quasi più girasoli, mais e altri cereali che siamo poi costretti ad importare a carissimo prezzo. Adesso vogliamo anche denunciare l’inazione priva di prospettive delle Istituzioni, la mancanza di coraggio e di senso di responsabilità di tanta politica locale e nazionale, forse ostaggio di un’opinione pubblica male informata e totalmente avulsa da quello che succede in realtà nelle campagne. Una fuga dalle responsabilità ancora più grave visto il diffondersi della peste suina tra i cinghiali, fenomeno che, se ulteriormente esteso, porterebbe drammatiche conseguenze per tutto il comparto suinicolo nazionale, uno dei settori di punta del nostro agroalimentare. Invece, al di là delle misure intraprese dagli ATC (in particolare l’ATC 1 viterbese), gli agricoltori sono abbandonati a sé stessi e finiscono per arrivare, in tanti casi, a fare quello che non si potrebbe e dovrebbe fare. Spero almeno che nessuno si meravigli o rimanga scandalizzato di questo. Ritengo che la caccia di autodifesa praticata dagli agricoltori, (che è anche illegale ma non è giusto moralmente equiparare alla caccia di frodo) sia figlia inevitabile di una situazione giunta ad un punto di assoluta insostenibilità, ma pure figlia di una ideologica prevenzione e ostilità nei confronti degli agricoltori che è ben presente purtroppo anche in assessorati che, in teoria dovrebbero essere “dell’agricoltura”, ma in realtà sono contro di essa”.

“È quindi con poca speranza, ma con la consapevolezza di un atto in ogni caso doveroso- conclude Parenti – che mi rivolgo ai candidati sindaci di Rieti e Viterbo, sollecitandoli comunque sul tema del controllo della fauna selvatica e consigliando ai nostri soci viterbesi e reatini di votare solo ed esclusivamente coloro che si esprimeranno in modo chiaro e netto a favore di un contenimento del numero dei cinghiali presenti nelle nostre campagne e nelle nostre città”.

 

 

 

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