La consigliera Luisa Ciambella ha chiesto un incontro in cui affrontare il tema degli impianti fotovoltaici "a tutto tondo"

“Energie rinnovabili, il Comune assuma un indirizzo chiaro sulla regolamentazione a tutela del territorio”

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ciambella fotovoltaico

Impianti fotovoltaici nella Tuscia, presto un Consiglio straordinario per affrontare il tema “a tutto tondo”: questa una delle richieste urgenti avanzate al sindaco e alla giunta da Luisa Ciambella (Pd) durante la seduta di Consiglio comunale di ieri.

Tale incontro dedicato dovrà aver luogo – come ha spiegato la consigliera – “prima delle prossime conferenze dei servizi sui 4 progetti di fotovoltaico a Palombara, Pian di Giorgio, San Cataldo e Marcolino sui quali si svolgerà a breve l’ultima e decisiva seduta di Conferenza di servizi (nell’ordine: il 26 aprile, il 28 aprile, l’11 maggio e il 27 maggio)” e servirà ad illustrare “i dettagli di questi progetti (o di altri in corso dei quali al momento non si è a conoscenza) al fine di valutarne l’impatto sul nostro territorio, con il coinvolgimento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria meridionale nella persona dell’architetto Margherita Eichberg o di altri rappresentanti del Mibact. Il consiglio comunale deve esprimere il proprio ‘no’ a questi impianti – ha aggiunto – che, come si evince dalle cartografie allegate, rischia di invadere e trasformare irreversibilmente il territorio a nord, nord-est della nostra città incurante degli elementi di valore archeologico e storico che vi insistono sopra minacciando la nostra agricoltura di qualità”.

La consigliera ha anche chiesto di “impegnare il comune, nel caso in cui i progetti siano comunque autorizzati, a concordare e motivare una linea di opposizione motivata e unica con la soprintendenza dell’Etruria meridionale” e di “assumere un indirizzo chiaro circa la regolamentazione delle energie rinnovabili, approvando un piano in cui vengano individuate le aree dove gli impianti possono e devono essere ubicati, come prevede la normativa, un piano preciso e che non lasci dubbi. Ribadendo che le energie rinnovabili sono fondamentali la nostra responsabilità è quella di regolamentarle e arrivando a tutelare il territorio come lo sviluppo di energia pulita”.

Secondo la Ciambella sarebbe anche opportuno che il Comune si dotasse di “una figura tecnica, esterna al Comune per poter seguire le trattative per le compensazioni con le società delle rinnovabili, trattandosi di un normativa molto complessa e che spesso ci si trova a confrontare con vere e proprie multinazionali, affiancate da studi legali molto ferrati”.

Resta comunque fondamentale che il Comune di Viterbo rifletta al fine di “assumere un indirizzo chiaro circa il fatto che per quasi tutti gli impianti a rilasciare le autorizzazioni sia stato, all’esito delle conferenza dei servizi, un direttore che al momento risulta essere sottoposto ad una misura cautelare. Valutare, quindi, la possibilità di rivedere le autorizzazioni rilasciate negli ultimi due anni, così come richiesto nell’appello di Italia Nostra a Regione Lazio e Ministero della Transizione ecologica”.

Infine, si vede necessario anche “aprire un discorso anche con la Provincia di Viterbo e la sua commissione ambiente, affinché si possa procedere ad un monitoraggio puntuale degli impianti e delle eventuali ubicazioni degli stessi su tutta la Tuscia, dando il giusto supporto ai piccoli comuni che meno di noi hanno strumenti per ‘competere’ su una materia difficile come questa”.

 

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