A Roma la polizia usa gli idranti contro la folla di persone a Piazza del Popolo. Grillini esautorati dal Pd, Renzi abbaia ma non morde

Ennesima notte di proteste, nervi tesi tra i giallorossi

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Il nuovo Dpcm non piace a nessuno, nemmeno ai ministri. Per questo, mentre in più di 30 piazze italiane si continua a scendere in strada, tra le fila giallorosse iniziano ad accavallarsi i nervi.

Ieri sera a Roma la polizia ha usato gli idranti per disperdere i manifestanti che si erano radunati a Piazza del Popolo, raccogliendo come risposta moltissima indignazione sui social. Sembrerebbe, infatti, che la manifestazione fosse pacifica e che al suo interno vi fossero anche delle madri con i relativi bambini. Evidentemente la polizia ha ravvisato, al contrario, che ci fossero i presupposti per disperdere la folla. Il tutto mentre il premier Conte andava in onda (che strano!) con il ministro Gualtieri per presentare il Decreto Ristori, anche questo provvedimento piuttosto criticato in quanto considerato una “mancetta” a coloro i quali sopravviveranno a stento alle ennesime restrizioni.

Dicevamo delle tensioni sociali, proprio da queste Renzi cerca di trovare la redenzione e chiede di cambiare il testo del Dpcm: via le chiusure per bar e ristoranti alle 18, via le chiusure ai cinema ed ai teatri, queste sostanzialmente le proposte del politico fiorentino a Conte. Peccato che gli risponda Zingaretti, dicendo che il suo (di Renzi n.d.r.) sarebbe un “atteggiamento intollerabile”. Il capo di Italia Viva non risponde alla replica di Zinga, piuttosto piccato. E pensare che potrebbe staccare la spina al governo da un momento all’altro. Come da marzo ad oggi Renzi abbaia ma non morde.

Ma i grillini? Ormai sono finiti a fare la stampella del Pd, non alzano neanche più la voce ed accettano tutto in maniera quasi totalmente passiva. Il Coronavirus si è portato via anche quel che restava del Movimento Cinque Stelle, letteralmente divorato da quello che una volta fu il suo acerrimo nemico: non proprio una fine dignitosa per quelli che dovevano “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno”.

Ma Conte sembra essere decisamente temerario, nonostante sia uno dei pochi premier a ricevere contestazioni di questo genere, per questo continua ad usare il feticcio del lockdown per impaurire gli italiani: se il Dpcm non funziona, scatta la serrata. E lì temiamo per Conte che possano arrivare davvero i forconi sotto Palazzo Chigi.

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