Ennesima rissa in pieno centro, commercianti esasperati: “Dopo i fatti di Norveo qualche volante, ora più nulla”

Dopo l’ennesima rissa a piazza del Sacrario abbiamo fatto un giro fra i commercianti che si affacciano su via Cairoli

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Il Sacrario, centro storico di Viterbo

Dopo l’ennesima rissa a piazza del Sacrario abbiamo fatto un giro fra i commercianti che si affacciano su via Cairoli. L’umore è nero, perché la sensazione di impotenza di fronte al degrado del centro storico è forte. Ma mentre c’è chi si non va oltre un grido di dolore perché “Viterbo non è più la nostra Viterbo”, c’è anche chi fa una analisi lucida della situazione e ha in mente delle proposte concrete per modificare il brutto andazzo delle cose.

Il recente omicidio di Norveo Fedeli, commesso in pieno giorno a pochi passi dal Sacrario e dalle scuole elementari e medie, è stato per tutti uno shock, che ha segnato un punto di svolta nella presa di coscienza dei problemi irrisolti del quartiere di San Faustino. Un episodio tragico che ha scosso la città intera – ricordate la fiaccolata notturna conclusasi a Santa Rosa? – e in particolare chi in questo quartiere viene ogni giorno a lavorare e quindi rappresenta un sismografo ideale per registrarne movimenti e brontolii.

campanile san faustino
Il campanile di San Faustino, a Viterbo

“Per qualche giorno si sono alternate delle pattuglie delle forze dell’ordine e poi più nulla”. Tuttavia nessuno pensa che quella del pattugliamento continuo sia la soluzione. Ma un sistema di telecamere di controllo sì. Dovrebbe esserci un piano complessivo di installazione di strumenti di video sorveglianza, coordinato dal Comune e dalle altre istituzioni e non affidato alla buona volontà dei singoli. La sicurezza del territorio è cosa troppo importante per essere affidata alle scelte individuali.

Invece un’aiola malcurata potrebbe essere affidata, quella sì, alla cura di un gruppo di commercianti che se ne vogliono occupare. Il decoro urbano non è percepito come un valore solo estetico e di buon gusto, ma come strumento essenziale per garantire anche la sicurezza. Dove c’è incuria e abbandono alligna anche il disordine sociale e l’insicurezza. Le bottiglie di vetro accatastate sui marciapiedi, le serrande dei negozi trasformate in vespasiani a cielo aperto attirano solo altro degrado.

La preghiera dei commercianti al Comune e alle altre istituzioni è in fondo molto semplice: uniamo le forze, coordiniamoci in un patto di solidarietà civica che non ignori più il disagio del centro storico. Ci sono interventi immediati, come le telecamere, e quelli più a lungo periodo che impongono una riflessione profonda sul rilancio del centro storico. Un centro storico che continua a svuotarsi di funzioni residenziali e commerciali diventa inevitabilmente un luogo abbandonato. Se gli immobili restano senza manutenzione si deprezzano e finiscono per uscire dal mercato di pregio degli affitti. In questo caso come meravigliarsi della concentrazione residenziale di immigrati e persone in situazione di debolezza che accettano di vivere in condizioni al di sotto degli standard comunemente pretesi? I ghetti si creano in questo modo e a San Faustino sono molto preoccupati che questo stia accadendo.

La problematica è complessa, non riconducibile agli aspetti del solo ordine pubblico. Questi sono solo punta dell’iceberg. Una punta molto visibile che getta un’ombra scura intorno a sé, ma che nasconde gravi problemi sottostanti, che, se ignorati, faranno ancora crescere quella minacciosa punta emergente.

La cosa confortante è che i cittadini che sono in prima linea a San Faustino sono consapevoli della situazione che si è venuta a creare. La loro diagnosi è seria e la terapia non ha nulla di forcaiolo o di razzista. La speranza è che questa sinergia tra istituzioni e cittadini riesca ad innescarsi e a produrre fatti concreti. Diversamente non faremo altro che assistere a nuove risse e nuovi allarmi sull’ordine pubblico, sui quali ognuno sfogherà a modo suo le proprie emozioni, senza capire che solo uno sforzo comune e coordinato  tra istituzioni e cittadini può sperare di affrontare seriamente una problematica così complessa.

di Maurizio Biagiarelli

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