La manifestazione e gli scontri di ieri a Roma

Era protesta di popolo esasperato, troppo facile addossarne la colpa a estremisti e infiltrati

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Il direttore di lamiacittanews.it Giovanni Masotti
Il Direttore Giovanni Masotti, foto di Erika Orsini

Inutile tentare di declassare manifestazioni spontaee come quella di ieri a piazza Montecitorio. Insensato affibbiarne la responsabilità ai soliti gruppuscoli estremisti non meglio identificati ma sempre chiamati in causa. Sicuramente c’è era anche questo. Ma la stragrande maggioranza dei presenti che urlava la sua rabbia era gente che lavora e che è rimasta in mutande a causa delle arzigogolate decisioni del governo: chiusure sì, ristori infimi. Erano ristoratori, baristi, ambulanti, partite Iva. Era popolo cui sono stati sottratti i propri diritti e la propria dignità.

La “bomba sociale” che era stata predetta è alla fine esplosa e sarà difficile contenerla se si continuerà ad agire in questo modo cieco che fomenta la disperazione. Dispiace solo degli episodi di violenza che si sono verificati, dei due agenti feriti mentre facevano il proprio duro lavoro. Ma siamo sinceri, una buona volta: la protesta c’è, è diffusa tra la gente impaurita dal virus e dalla povertà che incalza. Scene come quelle di Roma si ripeteranno ancora e sarà troppo facile addossarne la colpa agli infiltrati e agli estremisti. Bisognerà guardare più su, ai palazzi del potere. Sono loro che dovrebbero recitare il “mea culpa”.

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