Il consigliere comunale viterbese insieme al civitonico Maurizio Selli rappresenta la Tuscia alla due giorni di lavori che termina stasera

Erbetti agli Stati generali del M5s: “La Sanità torni in capo allo Stato”

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Oltre 300 delegati stanno partecipando agli Stati generali del movimento 5 stelle.

Due giornate, ieri e oggi, per confrontarsi – in videoconferenza – su tre grandi aree tematiche: organizzazione del movimento, regole e principi e l’agenda politica da oggi a 10 anni.

La Tuscia è rappresentata da Massimo Erbetti di Viterbo, delegato dai consiglieri comunali, e Maurizio Selli di Civita Castellana scelto dagli attivisti.

I partecipanti agli Stati generali vengono infatti designati, tramite votazione, ognuno per il rispettivo livello: attivisti, consiglieri comunali, provinciali e regionali, parlamentare ed europeo.

Erbetti ha scelto di partecipare al tavolo dell’agenda politica.

In particolare spiega “sono stato demandato a portare avanti dal mio gruppo la revisione del titolo V perché ci siamo resi conto, in questa epoca di pandemia, che delegare alle Regioni determinati servizi è stato forse uno dei più grandi errori commessi”.

E pone l’accento sulla Sanità che andrebbe di nuovo centralizzata.

“Abbiamo 20 Sanità diverse, un sistema che c’era cittadini di serie A e di serie B. Con persone che dalla Calabria per curarsi devono andare in Lombardia oppure, guardando più vicino, ci sono dei servizi che il Lazio non eroga o non fornisce gratuitamente mentre la Toscana sì. Se il diritto alla salute è costituzionalmente garantito allora lo Stato deve eliminare tali disparità di trattamento”.

“Anche perché – stigmatizza – specialmente noi della Tuscia siamo quelli che abbiamo pagato di più lo scotto di una sanità regionale che fa tagli orizzontali, vedi gli ospedali di Montefiascone, Ronciglione, Civita Castellana e Acquapendente. La nostra provincia è stata calcolata solo a livello numerico degli abitanti, 240mila quindi hanno dedotto che un ospedale fosse sufficiente, senza minimamente prendere in considerazione la vastità del territorio. Il problema è che avendo Roma così vicina, Viterbo conta meno di un quartiere della Capitale”.

Secondo Erbetti la Sanità “andrebbe gestita dallo Stato ma coordinata dalle Province che conoscono esigenze e criticità dei loro territori”.

Ma nel titolo V si affronta anche la questione del trasporto pubblico locale. Altro argomento molto attuale in tempi di Covid.

“Abbiamo visto tutti le immagini di treni, metro, autobus sovraffollati. E il moltiplicarsi dei contagi. Tutto perché non sono stati in grado di acquistare mezzi in più, di potenziare le corse e quindi di far rispettare il distanziamento”.

Oggi, al termine della due giorni di lavori sarà redatto un documento generale di indirizzo sulle tematiche su cui tutti concordano da consegnare al capo politico, facente funzioni, Vito Crimi.

Gli argomenti su cui invece si dovessero registrare divergenze di opinioni verranno successivamente sottoposti all’approvazione per maggioranza dei 180mila iscritti, tramite votazione sulla piattaforma Rousseau.

 

Annamaria Lupi

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