A breve la votazione sulla piattaforma Rousseau dei temi che non hanno ottenuto una totale condivisione 

Erbetti sugli Stati generali del M5s: “Un’esperienza positiva e di crescita anche personale”

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Il consigliere del M5S Massimo Erbetti

“Un’esperienza positiva”.

E’ il commento del consigliere pentastellato Massimo Erbetti sugli Stati generali del M5s, che si sono tenuti nel weekend del 14 e 15 novembre. 

Abbiamo voluto raccogliere la testimonianza di chi ha vissuto in prima persona l’evento, soprattutto a fronte di alcune ‘recensioni’ giornalistiche che hanno parlato di ‘movimento alla deriva’.

Erbetti, tra le cose positive, pone l’accento sulla puntualità organizzativa della manifestazione che “ha consentito a tutti di parlare e confrontarsi”.

Complessivamente trecento delegati, 100 per ognuna delle tre macroaree: principi e regole, organizzazione e agenda politica. Ognuna suddivisa in dieci sottotavoli. Di fatto trenta stanze virtuali – l’iniziativa si è svolta in videoconferenza su Zoom – e in ognuna una decina di partecipanti si è confrontata sulla stessa tematica.  

Nell’agenda politica, area scelta da Erbetti, a tenere banco sono stati soprattutto Scuola, Fisco e Sanità. “Temi, legati alla discussione del Titolo V, che a causa della crisi pandemica sono i più urgenti” sottolinea.

“Mi sono trovato al tavolo con l’ex ministra Trenta, con la vice ministro all’Economia Castelli, con il vice presidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo. Con la possibilità quindi di confrontarci a vari livelli portando le diverse esperienze, capacità e competenze. Per me – rivela entusiasta – è stata un’occasione di crescita anche personale”.

Gli Stati generali sono serviti a raccogliere le idee illustrate nei documenti programmatici presentati. E i temi su cui c’è stata totale condivisione sono stati riportati nell’atto ufficiale depositato nelle mani del reggente capo politico Crimi.  “Per quanto riguarda gli argomenti su cui sono emerse visioni diverse invece – spiega Erbetti – le decisioni sono demandate alla votazione sulla piattaforma Rousseau”.

Sulla Sanità, per esempio, pur concordando tutti sul riportarla a livello centrale ci sono dei distinguo.

“Ho riscontrato – dichiara Erbetti – che mentre al Centro-sud, a partire dall’Emilia Romagna, sono tutti per una sanità pubblica e centralizzata, al Nord invece sono sì per una sanità gestita centralmente dallo Stato ma alcuni servizi vorrebbero fossero lasciati ai privati. Probabilmente da loro tale sinergia funziona meglio”.

Erbetti comunque non ha dubbi: “La Sanità va ricentralizzata. Venti tipi diversi di sanità regionali creano disuguaglianza e disparità di servizi”.

Dalla prossima settimana inizieranno le riunioni, a vari livelli, per portare avanti i temi dell’agenda politica e nel fine settimana dovrebbero essere inseriti sulla piattaforma Rousseau gli argomenti che richiedono la votazione da parte degli iscritti. 

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