Il capogruppo pentastellato attacca: "Fino a stamattina in Comune il provvedimento non risultava agli atti"

Erbetti vs Sgarbi: “Ordinanza mai pubblicata. Forse serve solo per farsi un po’ di pubblicità”

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massimo erbetti
Il consigliere Massimo Erbetti (M5S)

“Ma questa benedetta ordinanza ci sarà, non ci sarà? Perché sinora nessuno l’ha ancora vista”.

L’ordinanza a cui fa riferimento Massimo Erbetti, consigliere M5s al comune di Viterbo, è quella relativa alle multe che Vittorio Sgarbi, nel suo ruolo di sindaco di Sutri, vuole elevare nei confronti di chi usa la mascherina laddove non se ne riscontri la necessità.

“Perché un primo cittadino dell’esperienza di Sgarbi, che ha fatto il sindaco e il parlamentare svariate volte, vuole emettere un’ordinanza facendo riferimento a una legge che esiste già e che prevede anche le relative sanzioni per i trasgressori? E’ come se un sindaco facesse un’ordinanza per dire che da domani nessuno deve passare con il rosso altrimenti sarà multato. La legge già c’è”.

“Trovo veramente assurdo quello che ha fatto Sgarbi. Per me può fare quello che vuole, non mi interessa però credo stia prendendo in giro le persone. Lui fa riferimento – almeno stando alle motivazioni fornite ai giornali – alla legge che, per ragioni di sicurezza e obbligo di identificazione, vieta il travisamento. Perciò emettere un’ordinanza su una legge già in vigore mi sembra ridicolo” afferma Erbetti.

Sempre che tale provvedimento esista “perché – rimarca il pentastellato – proprio stamattina ho chiamato un consigliere di Sutri e lui mi ha detto di essere andato per l’ennesima volta in Comune e questa ordinanza non c’è, non è stata pubblicata”.

“Se così fosse, questa vicenda mi fa arrabbiare due volte. Una, perché mi sembra assurdo che si sprechi il tempo di un amministratore pubblico per fare un’ordinanza a fronte di una legge che c’è già; due, se ha detto che faceva una cosa e non la fa non dà l’immagine di un buon amministratore”.

E su questo Erbetti tuona: “Se non la emana o perché si rende conto che è sbagliata – e sarebbe il caso di chiedere scusa – oppure questa vicenda gli serviva solamente per farsi un po’ di pubblicità. Se non emette l’ordinanza vuol dire che ci ha ripensato – e ripensarci – è da persone intelligenti ma approfittare di queste cose per farsi pubblicità non è corretto”.

“Questa situazione è assurda, soprattutto in questo momento di massima confusione per quanto riguarda le mascherine. C’è chi la porta sempre in assoluto, chi la indossa in auto anche se è solo, chi invece non la mette mai, chi la porta ma copre solo la bocca lasciando fuori il naso… Invece di fare queste sparate – incalza – sarebbe più interessante e proficuo spiegare bene alle persone come, dove e quando si deve indossare la mascherina”.

“Io dico sempre che mi sembra che siamo tutti figli di Mediaset, dove l’apparire è più importante dell’essere. Siamo partiti tanti anni fa con il Grande fratello in cui diventavano famosi quello che si facevano notare, perché nessuno era capace di fare qualcosa. Mi sembra di vivere in un reality, – chiosa – dove chi urla di più o la spara più grossa alla fine ottiene maggior riscontro”.

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