Esperienze di adozione a distanza

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Oggi come oggi, chi può permetterselo, e vuole adottare un bambino a distanza è una bella cosa è sono certa lascia un segno nella nostra vita. Vi propongo qualche esperienza di chi lo ha fatto.

ADRIANO E ADRIANA

Ciò che ci ha spinto ad adottare a distanza un bambino è la convinzione che l’istruzione sia l’unica arma veramente efficace per combattere povertà, violenza e corruzione nei paesi del cosiddetto terzo mondo. Quello di ActionAid ci è parso subito come uno dei progetti a lungo termine più seri e affidabili. E abbiamo chiesto di aiutare un bimbo o una bimba in Africa. Perché l’Africa? Perché Adriana ed io siamo innamorati di quel continente dove siamo stati diverse volte e questo ci avrebbe permesso di tornarci e probabilmente andare a trovare il nostro bimbo. Cosa che abbiamo realizzato nel maggio 2019.”

GIOVANNA

Nel 2007, grazie ai miei angeli custodi di ActionAid, inizio il mio percorso come sostenitore, una mamma a distanza. È iniziato così un cammino fatto di lettere e foto reciproche, fino a novembre 2019 le mie visite in India sono state regolari, una volta all’anno sono sempre riuscita ad andare a “vivermi” il mio bambino. Ho sostenuto Tufan, grazie al supporto di ActionAid, nei suoi percorsi scolastici anno dopo anno, la sua comunità ha potuto imparare mestieri che oggi li rendono autonomi economicamente. L’adozione a distanza fa bene al cuore di tutti.”

UMBERTO

Con ActionAid ho adotta una bambina che vive in un villaggio del Sudafrica. Il mio è un piccolo contributo economico, credo però che un singolo gesto fatto da tanti sostenitori possa fare la vera differenza e portare risultati importanti. Mi piace molto ricevere a casa un paio di volte all’anno i messaggi e le fotografie della piccola che sta crescendo e rendermi conto dei progressi che sta facendo per la sua vita e quella della sua famiglia.”

Giulio

Ho deciso di partire per Haiti e incontrare la mia bambina. Ho incontrato Marinette nella sua scuola, composta da una serie di casette. C’era un centinaio di bimbe dai 4 ai 12 anni. Mi piace pensare a queste bambine come a future infermiere, dottoresse, insegnanti, augurandomi per loro un futuro carico di riconoscimenti e soddisfazioni.”

Anche queste sono gioie della vita.

 

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