Esplode il caso coronavirus sulla stampa straniera e crolla il turismo

Anche Alessio Pagliara, dell'Ufficio Turistico di Viterbo, esprime solidarietà ai colleghi delle agenzie di viaggio

149
ph: Financial Times

Dal Financial Times a Der Spiegel, dal Wall Street Journal al New York Times. Sulla stampa straniera, oggi, campeggia un unico argomento: il coronavirus in Italia.

Titoli a nove colonne e foto della zona rossa a raccontare l’emergenza nazionale in chiave tutt’altro che rassicurante.

Ph. Der Spiegel

Le immagini delle file al supermercato di Casalpusterlengo, dei turisti con la mascherina davanti al Duomo di Milano o della vigile con la mascherina vicino ad una donna in costume veneziano in piazza San Marco, sono l’emblema di un Paese impaurito e che mette paura.

Viaggiatori che scappano, prenotazioni disdette, voli cancellati: oltre all’emergenza coronavirus, piano piano, si fa strada quella economica, con un crollo del mercato turistico senza precedenti.

A lanciare l’allarme, in un’intervista all’Ansa, è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca che dichiara: “Siamo molto preoccupati. In pochissimo tempo la situazione è precipitata. Sino a qualche giorno fa, l’Italia risultava sostanzialmente indenne dall’epidemia, con un numero limitatissimo di pazienti sotto osservazione, per contagi contratti all’estero. Oggi siamo nell’occhio del ciclone e il danno d’immagine si è già trasformato in danno economico.

Wall Street Journal

In questo momento è importante mantenere i nervi saldi e attendere l’evolversi della situazione, confidando in un rapido miglioramento delle prospettive: non ha molto senso annullare il viaggio previsto per Pasqua ed è assurdo cambiare i programmi delle vacanze estive.”

“Federalberghi ha chiesto al governo di adottare provvedimenti per tamponare l’emergenza – conclude Bocca – E’ necessario un intervento urgente, prima che l’onda lunga delle cancellazioni si trasformi in uno tsunami, costringendo molte imprese a ridurre il personale o addirittura a chiudere i battenti”.

Sulla stessa linea Alessio Pagliara, che gestisce l’Ufficio Turistico di Viterbo e che esprime: “Solidarietà ai colleghi agenti di viaggio e alle ditte bus che si occupano principalmente di viaggi d’istruzione (nel mio caso è solo un’esigua parte), il cui lavoro è stato vanificato con una botta di spugna veloce e letale.

Credo che il Miur avrebbe dovuto attendere qualche giorno in più.”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui