Potrebbe essere la chiave di volta per i focolai tra suore, monache e frati. Dopo il Toc scuola, il Toc imprese ed il Toc ordinario, è giunta l’ora di questa nuova istituzione

Esplodono i contagi tra suore e frati, perché non istituire il Toc Conventi?

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La soglia dell’attenzione è ormai alle stelle e, mentre in odor d’incenso le segnalazioni aumentano vertiginosamente, confidiamo nel ben noto acume del Direttore dello SPRESAL, il dottor Augusto Quercia, che di certo coglierá al volo l’occasione per tentare di scalare posizioni perdute da tempo e riaffermare la naturale leadership nella Prevenzione Aziendale suggerendo ai vertici illuminati (forse dalla Cometa?) di inaugurare il TOC Convento.

Eh sì, improcrastinabile, alla luce del dilagare sconcertante del COVID tra suore, frati e monache: è questo il momento delle decisioni forti e dei veri uomini. Dopo il TOC scuola, dopo il TOC imprese, all’ombra del TOC standard, il TOC Convento ha sensibilmente tutte le carte in regola per divenire una vera “testa di ponte” nella lotta senza quartiere contro l’oscuro nemico.

Bagnoregio, Tuscania e Celleno, come furono per l’Imperatore veri snodi tattici Marengo, Rivoli ed Eylau, segnano il dilagare del Sars-CoV-2, ma la Asl di Viterbo sarebbe la prima in Italia a piazzare il colpo vincente: il TOC Convento.

Un vero colpo d’ala per il dottor Quercia, che tornerebbe così a mostrare l’impeto dei giorni migliori, dimostrandosi il vero “dominus” della Prevenzione: estro, intuizione e fantasia troppo a lungo oscurati e malmenati. È giunta l’ora della riscossa.

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