Essere mamma ai tempi del Coronavirus

Per far festa in questa occasione abbiamo pensato di dedicare un pensiero “dalla parte delle mamme”.

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Oggi è un giorno speciale, la Festa della mamma. Un momento per festeggiare la propria madre, che sia ancora accanto nella vita oppure no.

Per far festa in questa occasione abbiamo pensato di dedicare un pensiero “dalla parte delle mamme”. Il punto di vista delle madri, importante ancora di più in questo momento di emergenza Coronavirus e della cosiddetta “fase 2”.

Come hanno trascorso e trascorrono il loro tempo e con quali stati d’animo. Tanti aspetti che compongono un puzzle delle giornate al femminile.

Abbiamo pensato di raccontarle, per fermare questo tempo e magari arricchirci come collettività.

Patrizia, mamma di due bambine. “Abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo giocato, litigato e fatto pace, abbiamo urlato e detto paroline di affetto sottovoce all’orecchio, abbiamo contato fino a dieci tante volte e fino a cento ancora altre, cercando di allenare la pazienza. Ci siamo impegnati per andare d’accordo e abbiamo chiesto scusa quando non siamo stati capaci di capirci. Abbiamo comunque imparato a stare insieme ancora di più. Mai nella vita mi era capitato di vivere fino in fondo le emozioni più diverse, è stato un periodo duro, pieno di ansie, paure ed incertezze ma anche pieno di amore, tenerezza, lentezza, momenti indimenticabili, insomma, che ci hanno legato, se possibile, ancora di più”.

Valentina è la mamma di due bambini. “C’era un tempo, prima del Coronavirus, in cui svegliavo i miei figli con la speranza che quel giorno sarebbe stato per loro un altro ennesimo giorno di benessere a scuola, benessere fatto di amici, maestre, abbracci, scherzi, merende, compiti, parole, sguardi e saluti… Era un tempo che, come mamma, mi faceva piacere avere la mattina, all’entrata della scuola per abbracciarli e salutarli e anche all’uscita per riabbracciarli nuovamente dopo una lunga attesa. Questo tempo ricco di emozioni non c’è più, è un altro tempo più lento e più abitudinario, in cui quasi tutto è previsto, scontato. Però l’imprevedibilità dei figli è rimasta, rendendo ogni giorno ancora e sempre diverso dagli altri e che continua a metterti alla prova come mamma. Ma una mamma il tempo per i propri figli, che sia lento, ripetitivo, abitudinario o imprevedibile, fugace e veloce lo vive sempre e comunque come un’opportunità per continuare a costruire quella relazione magica. Magica perché una mamma arriva ogni sera a dire a se stessa “anche oggi ce l’ho fatta”. La cosa più bella che mi ha riempito il cuore in questo periodo è stato ascoltare i miei figli che ogni sera, prima di addormentarsi, mi dicono – grazie per questa giornata mamma -”.

Marina vive con suo figlio di dodici anni. “Mentre l’acqua bolle, riguardo i compiti, do a mio figlio delle spiegazioni di matematica, svuoto la lavastoviglie, attacco la lavatrice, preparo il pranzo con il pensiero che tra un’ora sarò in videoconferenza con Parigi e tra due ore giocherò a nascondino”.

Katia è mamma di due bambini. “Questa chiusura forzata per me non è stata così male, perché mi sono potuta permettere due mesi a casa con i miei figli senza perdere il contatto con il lavoro e (soprattutto lo stipendio) che questo in questo periodo non è scontato. Le cose che mi hanno dato più orgoglio sono state le “creature” fatte in casa di tipo culinario, ma non perché sono brava in cucina, ma perché la mia famiglia (marito e figli) ha apprezzato quanto riuscissi a fare per loro invece di chiamare la solita pizzeria per un ordine dell’ultimo minuto. Diciamo il concetto è che sono riuscita a godermi i miei figli inaspettatamente per due mesi, durante lo sbocciare della primavera che ci ha aiutato ad affrontare questa nuova e stressante situazione. Ci sono stati giorni dove la paura nel cuore era più forte ma poi dicevo tra me e me che avrei dovuto dare forza e coraggio ai miei figli dato che eravamo tutti in salute, e quindi, alba dopo tramonto siamo arrivati ad oggi”.

Rosa vive con sua figlia e i suoi genitori. “La professoressa spiega mentre il mio capo mi cerca. Pause caffè veloci, pranzi davanti al computer e poi appena finito il lavoro… pagine di compiti da stampare, audio da ascoltare, link dei test online, esercizi web. E poi quando meno me lo aspetto, mi trovo a pensare agli amici medici ed infermieri stremati e spero di non portare il virus a casa dai miei cari”.

Stefania, è la mamma di una bambina di 7 anni. “Ho rallentato. Ho avuto tempo per parlare, per leggere, per cucinare, per giocare, per ballare, per riflettere, per focalizzarmi su ciò che conta davvero. Mi sono riscoperta insegnante, psicologa, allenatrice e perfino barbiere. La quarantena mi ha restituito il tempo. Un tempo liberato”.

Un quadro di una vita completamente ridefinita.

C’è chi si dichiara fiduciosa, chi si sente sospesa. A riposo o operativa. Romantica o stanca. O ogni cosa contemporaneamente. E per tutte in cima alla lista dei desideri il ritorno alla normalità tra scuola e lavoro, addirittura anche il traffico, la voglia di rivedere parenti e amici, di fare una bella passeggiata al mare e di rimanere in silenzio almeno mezz’ora magari senza nessuno che chiami “mamma”!

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