L’interrogatorio di garanzia dovrebbe esserci domani. Uno dei due è un ex agente penitenziario

Estorsione e usura, i due arrestati attendono di essere sentiti dal giudice

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Uno dei due avvocati difensori, l’avvocato Giuliano Migliorati del foro di Viterbo

Per i due arrestati per estorsione e usura è atteso a breve l’interrogatorio di garanzia. Ieri sera l’avvocato che difende il 55enne residente a Soriano nel Cimino non sapeva quando ci sarà: “Ancora non mi è stata notificata la data di interrogatorio di garanzia – spiegava alle 20 di ieri sera l’avvocato Giuliano Migliorati -: ritengo che ormai verrà fissata per sabato”. Quindi, domani i due dovrebbero essere interrogati dal giudice.

Il 55enne e l’altro uomo, un ex agente penitenziario del 1981, sono accusati di “usura ed estorsione continuate in concorso”. Il 55enne (in carcere) è accusato anche di “esercizio abusivo del credito”, mentre il secondo (agli arresti domiciliari) ha come capo di imputazione anche la “detenzione di stupefacente ai fini di spaccio”. Il 38enne è difeso dall’avvocato Eleonora Moiraghi, del foro di Roma.

Il blitz della polizia c’è stato ieri mattina. Infatti, su disposizione della procura, la squadra mobile della questura ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Viterbo. I magistrati che si occupano del fascicolo sono i pm Stefano D’Arma e Michele Adragna.

È stato lo stesso procuratore capo Paolo Auriemma a spiegare i particolari delle indagini. Infatti, si è arrivati agli arresti (carcere per uno, domiciliari per l’altro) dopo “una lunga e accurata attività di indagine, che ha un compendio probatorio particolarmente significativo sotto il profilo narrativo e documentale – spiega Auriemma -. L’attività illecita ipotizzata coinvolge una quantità di vittime che fanno parte del tessuto economico-produttivo locale e non si esclude il coinvolgimento di ulteriori persone offese. L’importo delle somme oggetto dei reati contestati supera i 200mila euro”.

E ancora: “Anche le attività estorsive – compiute con modalità tali da incutere estremo timore nelle vittime, ridotte in condizioni di terrore e di prostrazione psicologica – sono segno evidente della particolare attitudine criminale degli indagati”.

Infine: “All’atto della perquisizione compiuta nella proprietà immobiliare del soggetto destinatario dell’ordinanza di custodia in carcere, si è proceduto all’individuazione e al contestuale sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di 10mila euro in contanti oltre a 5 orologi di notevole valore commerciale: beni occultati nella proprietà dell’indagato. L’attività degli inquirenti non si ferma all’esecuzione delle misure in argomento, ma al contrario procede con specifico focus sullo stato patrimoniale dei personaggi a vario titolo coinvolti nella vicenda e sulla presenza di ulteriori vittime di reati analoghi a quelli ipotizzati”.

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