Evviva gli sposi! Da oggi possono tornare a baciarsi sull’altare

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Evviva! Gli sposi possono tornare a baciarsi sull’altare il giorno delle nozze, senza mascherine, scatenando l’applauso degli invitati.

“Cos’è in fondo un bacio? È solo un piccolo gesto: il più semplice e naturale al mondo…” Così Edmond Rostand definiva questo piccolo gesto nella sua opera Cyrano de Bergerac.

Cade l’obbligo, già da oggi, per i futuri coniugi di indossare la mascherina al momento della celebrazione del matrimonio.

Resta invece per il sacerdote l’indicazione di proteggersi e di mantenere la distanza di almeno un metro dagli sposi.

Una buona notizia dunque per i promessi sposi e gli operatori del wedding, dopo tante settimane di crisi e non poche proteste.

La Conferenza Episcopale Italiana dà notizia della risposta ad un quesito sulla questione posta dagli stessi vescovi al Ministero dell’Interno.

Il Comitato Tecnico Scientifico, interpellato dal Viminale, osserva che, «non potendo certamente essere considerati estranei tra loro, i coniugi possano evitare di indossare le mascherine, con l’accortezza che l’officiante mantenga l’uso del dispositivo di protezione delle vie respiratorie e rispetti il distanziamento fisico di almeno 1 metro».
Oltre a scambiarsi un segno di pace, gli sposi potranno dunque baciarsi.

Il Cts ritiene anche che tale raccomandazione possa estendersi dal rito religioso alla celebrazione del matrimonio secondo il rito civile o secondo le liturgie delle altre confessioni religiose.

Con la vivacità che contraddistingue il dialetto romanesco, scrisse Trilussa:
“Er bacio è er più ber fiore
che nasce ner giardino de l’amore”

Può destare sorpresa un’intera trattazione sul segno-gesto-simbolo del bacio nel culto cristiano e nel mondo dell’arte, del cinema, della poesia. Dal bacio di tradimento di Giuda al sensuale incontro di labbra di Klimt, dal bacio alla corona del rosario all’inizio e al termine della preghiera al bacio degli anelli nuziali prima di essere scambiati e inseriti nel dito, dal bacio all’anello del vescovo al saluto siciliano “baciamo le mani” fino all’estremo addio con il bacio della bara, questo “apostrofo rosa fra le parole ti amo” ha sempre rivestito grande significato e una dimensione di affettività profonda per entrare in comunione con l’altro.

Se tutti i sensi del corpo sono coinvolti nel culto, l’espressione del bacio viene a costituire un momento simbolico di alto valore, in quanto dichiarativo e comunicativo di un atteggiamento di intimità, di uno stato d’animo, di un sentimento profondo.

Le labbra del resto sono una parte del corpo destinata a esprimere un’ampia varietà di sentimenti e sensazioni; sono una “soglia” tra interno ed esterno, e garantiscono le numerose dinamiche della bocca.

Bentornati dunque ai baci… sull’altare e altrove, e comunque ove siano permessi.

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