Ex terme Inps, tra incuria e abbandono. La sovrintendente Eichberg: “Potenzialità infinite ma mal sfruttate”

Le ex terme Inps, ad oggi pressoché irriconoscibili, in passato costituivano una risorsa importante per il termalismo Viterbese.

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arena e eichberg
Il sindaco Arena e la sovrintendente Eichberg

Nei pressi della strada Tuscanese, accanto alle Terme dei Papi, spunta una curiosa “giungla urbana”. Si tratta del complesso delle ex terme Inps, ad oggi pressoché irriconoscibile. Eppure, in passato costituiva una risorsa importante per il termalismo Viterbese.

La magia del luogo “che fu” ce la trasmette il racconto del direttore di miniera Giuseppe Pagano. “Tra le due palazzine vi era un sistema di ricircolo dei fanghi che venivano trasferiti nelle vasche – spiega Pagano – ed era una ricchezza incredibile. I fanghi erano sempre disponibili dato che c’era un sistema per rigenerarli di continuo”. Oggi, oltre a qualche vetro di finestra rotto e mucchi di “sterpaglie” – che il Comune ha promesso di potare quanto prima, denaro permettendo – del giardino originario resta ben poco. La sovrintendente Margherita Eichberg durante il sopralluogo ha rivolto un amaro appunto al sindaco Giovanni Arena. “È tutto straordinario – dice – ma l’infinita potenzialità di questi luoghi non viene sfruttata in modo adeguato. Eppure basterebbe poco, un buon paesaggista e tanta progettualità potrebbero fare miracoli”. In mezzo a tutto questo, una buona notizia c’è: nelle vasche dei fanghi delle ex terme Inps spunta il rospo smeraldino, migrato dal Bullicame.

Ma non basta. Entrando nell’edificio, ci troviamo di fronte a uno scenario che non ha nulla da invidiare a un film dell’orrore. Calcinacci, vetri rotti, bottiglie abbandonate da qualche recente “ospite” poco raccomandabile. Tubature in vista e un mucchio di lavoro da fare. Restano sullo sfondo le vecchie vasche usate per i fanghi e gli spogliatoi, a dir poco fatiscenti.

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