Tanta la commozione alla cerimonia funebre del 39enne morto in Messico a causa del Covid

“Fabrizio è stato missionario del sorriso”

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VITERBO – È stata una giornata triste per Viterbo ieri. Persino il cielo è diventato improvvisamente grigio e il vento sembrava accarezzare l’urna e quell’immagine con cui Fabrizio, sorridente, con le braccia aperte alla vita, vicino al mare, ci ha salutato per l’ultima volta. Tutta Viterbo si è stretta al dolore della famiglia Bianchini: il sindaco Giovanni Maria Arena, il vice sindaco Laura Allegrini,  il presidente del Consiglio comunale Stefano Evangelista,  assessori e consiglieri comunali e tanti amici.

Alle ore 16 di ieri pomeriggio si sono svolti i funerali di Fabrizio Bianchini, 39enne viterbese scomparso a causa del Covid in Messico, dove si era trasferito e dove gestiva un’attività economica.

L’ultimo saluto è stato dato presso il campo sportivo della chiesa di Villanova. Intorno, in lontananza, il traffico, i supermercati, il centro commerciale, mentre nel campo il silenzio era rotto dalle parole di don Massimiliano Balsi: “Fabrizio è stato sempre se stesso.  Ci ha lasciato il suo amore e il bene che ha fatto, perché il bene su questa Terra resta.
Fabrizio ha vissuto la sua vita, come voleva. Nessuno potrà separarci dall’amore che Fabrizio ci ha donato. Egli non scompare dalla nostra vita, ma continua a essere in noi. Non ci chiediamo perché Dio ce lo ha tolto, ma lo ringraziamo per avercelo donato”.  Presente anche il parroco della chiesa dei Santi Valentino e Ilario, don Emanuele Germani.

Tornano in mente i messaggi che Paolo, suo fratello,  inviava su Facebook ad amici e parenti, l’apprensione, la gioia per i piccoli progressi e infine il terribile dolore per la scomparsa. Tutti abbiamo sperato che Fabrizio ce la facesse a superare il terribile uragano del Covid che lo aveva colpito.

Fabrizio ha lasciato un vuoto incolmabile in quanti lo hanno conosciuto. Ma noi dobbiamo continuare ad amare la vita,  “dobbiamo lasciarlo accogliere da Maria Vergine e stare vicino alla famiglia che soffre.”

“Perché proprio Fabrizio? Perché non una persona malvagia ma uno buono come era lui”. Si è chiesto Paolo Bianchini, suo fratello, presidente nazionale di Mio Italia, associazione di ristoratori, che è stato consigliere comunale.

La risposta ce la dà il vangelo secondo Matteo.
Anche Gesù è stato crocifisso al posto di Barabba. Il popolo ha scelto Lui per compiere il progetto divino. Dio lo ha voluto alla destra del Padre, come era scritto. Paolo Bianchini ha aggiunto: “Mio fratello Fabrizio è stato un missionario del sorriso. Ovunque è andato ha portato sorriso e bontà”.

Infine ha esortato tutti i fratelli che discutono e che non si rivolgono parola a fare pace, perché immenso è il dolore che si prova quando si perde un fratello o una sorella.

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