I giudici romani sulla diatriba del Christmas Village

Fantaworld non ha copiato Caffeina. Respinto il ricorso di Filippo Rossi

“Non si può parlare di diritto d’autore in quanto manca l’originalità”

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caffeina christmas village

Guerra infinita tra Caffeina e Fantaworld e ad avere la peggio – almeno per ora – è la prima. Il Tribunale di Roma, infatti, ha respinto il ricorso di Caffeina e del suo direttore artistico Filippo Rossi: “Il Caffeina Christmas Village non è opera originale”, hanno stabilito i giudici della capitale. Partendo da questo, il Tribunale ha anche condannato la “Fondazione Caffeina Cultura onlus” e Filippo Rossi, in solido tra di loro, alla rifusione delle spese di giudizio sostenute da “Fantaworld srl”, liquidate in complessivi 7mila euro, oltre a spese generali e accessori come per legge.

Insomma, Fantaworld non ha copiato l’idea di Rossi e di Caffeina per il suo Villaggio di Natale a Viterbo. Nel dispositivo della sentenza della 17esima sezione civile, specializzata in materia di impresa, si legge: “Ritenendo tale comportamento in violazione del diritto d’autore dei ricorrenti sul format relativo all’evento natalizio e improntato alla concorrenza sleale, essi (i ricorrenti, ossia Caffeina e Rossi, ndr) azionavano la tutela cautelare oggetto dell’odierno procedimento”.

Per i giudici romani non ci sarebbero i presupposti per ricorrere, in quanto Fantaworld non avrebbe violato alcun diritto d’autore. E non poteva farlo – dicono i giudici con il loro linguaggio paludato – in quanto “non è stata fornita la prova (…) dell’esistenza di un format concretamente tutelabile secondo la legge sul diritto di autore. È noto infatti che la protezione del diritto d’autore presuppone, in generale, un’ opera dotata di un minimo di originalità soggettiva e si configura come una tutela della forma, in cui l’idea dell’autore è stata espressa nella sua comunicazione al pubblico”.

Rigettando il ricorso, il Tribunale ha ritenuto – rifacendosi ad una sentenza della Cassazione civile, sezione I, 13/6/2014, numero 13524 – che “la protezione del diritto d’autore riguardante programmi per elaboratori (il “software”, che rappresenta la sostanza creativa dei programmi informatici), al pari di quella riguardante qualsiasi altra opera, postula il requisito dell’originalità, occorrendo pertanto stabilire se il programma sia o meno frutto di un’elaborazione creativa originale rispetto a opere precedenti, fermo restando che la creatività e l’originalità sussistono anche quando l’opera sia composta da idee e nozioni semplici, comprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia propria dell’opera stessa, purché formulate e organizzate in modo personale e autonomo rispetto alle precedenti.

La consistenza in concreto di tale autonomo apporto forma oggetto di una valutazione destinata a risolversi in un giudizio di fatto, come tale sindacabile in sede di legittimità soltanto per eventuali vizi di motivazione”. Anche sulla base di questo precedente, i giudici di Roma hanno dato ragione Fantaworld e torto a Caffeina. Ci sarà una prossima puntata nella sfida del Natale, o siamo al suo epilogo? Staremo a vedere.

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