Faperdue: “Il sindaco risarcisca i Viterbesi per la chiusura del Bullicame”

Sembra che anche quest’anno i viterbesi dovranno rinunciare a godersi le pozze termali libere del Bullicame.

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Sembra che anche quest’anno i viterbesi dovranno rinunciare a godersi le pozze termali libere del Bullicame. I lavori di riapertura – considerando che la struttura è chiusa ormai dal 2015 – hanno subito un grave ritardo. Dopo il prosciugamento nel 2014 della “callara” – sorgente che alimenta le acque del Bullicame – da parte della Gestervit, proprietaria delle Terme Salus, il complesso è sprofondato sempre più nel degrado. Nei giorni scorsi il sindaco Giovanni Arena ha comunicato che si sta aspettando il bando per lo scavo del pozzo Sant’Albinio, che verrà utilizzato dalla Gestervit al posto del San Valentino, su cui all’epoca vennero eseguiti i lavori che provocarono l’abbassamento del livello della “callara”.

“Il ritardo sui lavori – ha chiarito Arena – è da imputare alla Regione”. Sembra, infatti, che la concessione sia arrivata con un anno e mezzo di ritardo sul tempo stabilito e che non si sia giunti alla conclusione perché l’amministrazione ha delle questioni più impellenti da trattare. Il 31 marzo – termine ultimo per l’approvazione del bilancio – si avvicina. Il primo cittadino ha garantito che una volta approvato verrà subito pubblicato il bando per il Sant’Albinio, così da risolvere tutto entro giugno.

Intanto Giovanni Faperdue – ex presidente dell’Associazione “Il Bullicame” e esperto di termalismo – non pensa che la vicenda si possa concludere in tempi brevi: “La Gestervit è obbligata dal Tar a sospendere le estrazioni dal San Valentino – dichiara a La Mia Città News – ma dubito che il bando verrà pubblicato al termine dell’approvazione del bilancio. Ci si deve affrettare a ripristinare il flusso della callara e a restituire ai viterbesi gli usi civici intoccabili che ci hanno lasciato i nostri padri. Per la chiusura forzata – aggiunge – sarebbe doveroso riconoscere un risarcimento ai Viterbesi”.

Il sindaco – che questa settimana ha dato il via ai lavori per l’installazione dei pannelli a difesa al Parco del Bullicame – ha risposto con un fiducioso: “Sistemerò tutto”.
Aspettiamo di vedere quando i lavori verranno portati a termine, anche perché, nel frattempo, le persone si ritrovano costrette a usufruire di strutture termali a pagamento.

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