Fase 2, Roma Capoccia o Roma senza capoccia?

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Roma- Prima domenica dopo il lockdown e dopo il decreto della fase 2 del 18 maggio. Temperature al di sopra della media e un sole splendido.
Parcheggi poco affollati nella capitale; Trinità dei Monti senza turisti. Nessuna carrozzella va con “du stranieri” come cantava Venditti.

Ma, quando si arriva a via del Corso, migliaia di persone a passeggio, molte senza mascherina, rendono vana la norma del distanziamento sociale.

Ancora peggio ciò che succede negli spazi all’aperto dei bar: tavolini vicini, persone sedute a poca distanza, camerieri che girano con i vassoi fra folla. Da San Lorenzo in Lucina a piazza del Popolo, da via Frattina a via del Babuino è tutto un assembramento.

Sembra di essere tornati a domenica 8 marzo e con ci siano state le raccomandazioni e le norme del dopo lockdown.

Tanta era la voglia dei romani di uscire, ma troppi sembrano gli assembramenti. La movida dei ragazzi è incontrollabile: tutti vicini, con la mascherina sotto il mento, fra una birra e uno spritz, rinunciano al distanziamento sociale, ma non allo scambio di risate e di chiacchiere.

Da  Roma a Milano, da Savona a Brescia, la movida finisce nel mirino dei sindaci e non solo. Ancora una volta. Non sono bastati i morti a migliaia per la pandemia da Covid19. Anche a  Brescia, infatti, una delle città più tristemente colpite dal coronavirus in Italia, sembra che nulla sia successo. Come se la pandemia non fosse mai esistita. Gente in piazza, distanze non rispettate e mascherine come optional.

Una sposa e uno sposo con mascherine scendono, con pochi parenti, dalla scalinata di piazza di Spagna, a Roma, controllata da Polizia e carabinieri, ma poco distante, un delirio di folla. Si spera nell’immunità di gregge.

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