FdI, convegno sull’immigrazione. Cristiano Allam: “Rischiamo di essere colonizzati”

"Non fu la forza dei barbari a far cadere l'Impero ma la fragilità dei Romani. Anche noi abbiamo perso il senso identitario e delle nostre leggi"

423

“No alla strategia della sostituzione etnica, difendiamo la nostra civiltà”

E’ l’allarme lanciato dallo scrittore Magdi Cristiano Allam durante il convegno sull’immigrazione promosso da Fratelli d’Italia

Partendo dalla sua storia personale, Allam racconta la trasformazione negli anni dell’immigrazione in Italia. Arrivato nel nostro Paese dall’Egitto nel 1972 – negli anni del boom economico – con regolare passaporto, in aereo e per motivi di studio, dopo essersi diplomato all’istituto salesiano. “Il termine immigrato non esisteva. Eravamo solo 130 mila stranieri, tutti economicamente autosufficienti”.

“Oggi la presenza massiccia di immigrati – entrati da clandestini – è il risultato di diverse sanatorie”.

Una realtà completamente diversa dall’emigrazione degli italiani all’estero per Allam.

“Erano famiglie che si trasferivano come progetto di vita, giunte a destinazione dovevano ottemperare alle regole del posto e si rimboccavano subito le maniche per lavorare”.

“Ora arrivano gommoni con giovani musulmani di 20-30 anni. Su 500 milioni di abitanti nei paesi che fanno parte dell’Europa solo 80 milioni ha meno di 30 anni. Rischiamo di essere colonizzati. La prospettiva tra una ventina d’anni è la sostituzione etnica, l’islamizzazione”.

Gli elementi, facendo il paragone con la decadenza dell’Impero romano, sono inquietanti: dissolutezza dei costumi, denatalità, crisi economica e pesanti tasse sulle classi produttive. Per arginare la situazione i Romani aprirono le porte ai barbari.

“Non fu la forza dei barbari a far cadere l’Impero ma la fragilità dei Romani. Anche noi abbiamo perso il senso identitario e delle nostre leggi. Siamo fragili! Se ci comportiamo come terra di nessuno, gli altri ci percepiscono come terra di conquista!”.

E, citando il pontefice – e Santo – Giovanni Paolo II, ricorda il diritto di non emigrare. Ossia aiutiamo i giovani africani a casa loro. Perché “l’Africa è ricca di materie prime e di terreni agricoli, un continente che continua a essere saccheggiato dalla Cina e subito dopo dalla Francia!”.

Per Arturo Diaconale, direttore de L’Opinione, in Occidente abbiamo diverse Quinte colonne: “gli intellettuali che vorrebbero l’omologazione, la trasformazione in meri soggetti consumistici per questo hanno inventato la società multiculturale e multietnico e papa Bergoglio che mette in discussione – secondo Diaconale – l’identità del Cristianesimo, e lo dico da laico, della cultura cristiana”.

Parla quindi di “accoglienza irresponsabile. Perché solo se a chi viene si può fare una casa, un lavoro, dignità si può parlare di integrazione”.

E a chi evoca il Piano Marshall in Africa rammenta: “Si può fare solo con un Protettorato. Quindi colonialismo!”.

Presenti all’incontro tematico – il primo di una serie – Andrea Castellano, vice responsabile nazionale Dipartimento immigrazione FdI; Jean Pierre Scarpelli, responsabile provinciale dello stesso dipartimento e lo storico Fabio Marco Fabbri.

Ha introdotto i lavori il portavoce provinciale Massimo Giampieri, ha concluso l’assessore comunale Laura Allegrini dichiarando: “Dobbiamo difenderci da questo fenomeno migratorio che mira a colonizzare l’Europa e che ci porterà a cambiare la nostra cultura. Vogliamo difendere la nostra volontà di continuare a essere italiani!”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui