La Fit esprime dubbi sulla fattibilità della misura, a fronte di una media giornaliera di 250 clienti a rivendita

Federazione tabaccai: “Problematico controllare il green pass a ogni cliente, speriamo che il governo ci ripensi”

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Tabaccai sul piede di guerra contro l’ipotesi che, dal primo febbraio, per accedere all’interno delle loro rivendite sia obbligatorio il green pass.

Un’ipotesi che potrebbe essere contenuta nel decreto, atteso nelle prossime ore, relativo all’elenco delle attività commerciali in cui da febbraio sarà richiesto il certificato verde.

In merito Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, dichiara: “Nelle tabaccherie italiane entrano ogni giorno 13 milioni di persone, circa 250 per ogni rivendita. Sarà un vero problema controllare il green pass ad ogni cliente, per questo speriamo che il Governo ci ripensi”.

“I tabaccai – prosegue – raramente hanno dipendenti ed inoltre per evidenti motivi di sicurezza non possono uscire da dietro il bancone. In queste condizioni, chiedere ad ogni cliente di esibire il green pass sarà davvero problematico”.

Inoltre il presidente della Fit ricorda che “le tabaccherie sono sempre rimaste aperte anche nel pieno lockdown perché servizi essenziali per i cittadini, anche per pagamenti, ricariche, marche, valori e servizi amministrativi”.

“Imporre ora il green pass per entrare nelle 50mila tabaccherie italiane sarebbe una complicazione ulteriore per la vita dei cittadini e per il servizio dei rivenditori di generi di monopolio” sottolinea Risso che conclude auspicando “che il testo allo studio del Governo venga modificato e che decada l’obbligo di controllo del green pass per i tabaccai”.

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