Federico Fellini… e quel “mondo visto dalla luna”

La grande consacrazione arriva con La strada (1954), girato quasi interamente a Bagnoregio

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Vi piace fare come la giraffa? Avere i piedi ben piantati per terra e la testa fra le nuvole? Allora il cinema di Federico Fellini è quello che fa per voi.

Mai la realtà e il sogno sono stati tanto vicini come nell’arte di Fellini e La Mia Città News vuole ricordarla per voi nel centenario della nascita.
Le biografie raccontano che Fellini (Rimini, 20/1/1920 – Roma, 31/10/1993) è stato uno dei più importanti registi della storia del cinema mondiale; in realtà è stato molto di più: è stato sceneggiatore, fumettista, autore radiofonico e scrittore.

Ma è stato anche esteta e affabulatore massimo. Si possono riunire tutte queste caratteristiche affermando che Federico Fellini è stato il più grande umanista italiano del ‘900; un umanista che ha colorato con la leggerezza del sogno i suoi lavori.

I suoi personaggi un po’ stralunati (tra i quali l’insuperabile Gelsomina – Giulietta Masina), i generosi décolleté, le memorie, le inquadrature, i cromatismi e i testi sono una ricerca incessante nei territori dell’immaginario; una perizia d’autore sull’Homo oniricus.
Questi i suoi capolavori: il fanta-realistico Lo sceicco bianco, il film dell’esordio, con una grande prova d’attore di Alberto Sordi, I vitelloni, uno dei primi spaccati di vita di provincia (Rimini); il film che gli darà fama internazionale.

La grande consacrazione arriva con La strada (1954), girato quasi interamente a Bagnoregio; location ideale per raccontare le vicende dei girovaghi Zampanò (interpretato da uno straordinario Anthony Quinn) e Gelsomina. Poi ancora Le notti di Cabiria, 8½, Amarcord, Giulietta degli spiriti etc.

Non meno ricco è il palmares dei riconoscimenti: quattro premi Oscar per il miglior film straniero a La strada, Le notti di Cabiria, 8½ e Amarcord. Dodici le candidature al predetto premio. Oscar alla carriera nel 1993. Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1960 e Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985. Ha vinto anche due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987).

Pochi sanno che Fellini era anche un fine umorista: ecco due sue fulminanti battute: “L’unico vero realista è il visionario”; “Felliniano… Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo”.

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