Federlazio: stabilità e qualche “segno più”, ma non si sfonda senza l’export

Stabilità e scarsa presenza sul mercato internazionale. Duplice interpretazione per il quadro dell'indagine congiunturale di Federlazio relativo al II semestre 2018

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Stabilità e scarsa presenza sul mercato internazionale.

Il quadro che emerge dalla presentazione dell’indagine congiunturale di Federlazio, relativa al secondo semestre 2018, mette in luce un dato suscettibile di una duplice interpretazione.

“Il campione delle 450 aziende associate prese in esame, di cui 50 della Tuscia, ha evidenziato diversi aspetti positivi per quanto riguarda il mercato interno tra cui l’aumento del fatturato e l’incremento della stabilità – ha spiegato il direttore Giuseppe Crea.

A questi deve aggiungersi anche la sensibile crescita relativa al ricorso dei fondi interprofessionali (+5%) che si vanno diffondendo, anche se faticosamente, tra gli imprenditori per quanto riguarda la formazione professionale interna.”

“Accanto a questi fattori positivi – ha aggiunto Maro Adduci, del Servizio relazioni industriali – è necessario sottolinearne un altro, ovvero un aumento dell’organico nelle piccole e medie imprese che si attesta su un 42,9% con un balzo in avanti del 13%. Per queste nuove assunzioni  prevale la contrattazione di tipo indeterminato, altro aspetto rilevante da tenere in considerazione, insieme alla diminuzione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali ed un minor ricorso alla cassa integrazione.

Se da un lato le aziende della Tuscia sono quindi consolidate sul piano del mercato interno, non altrettanto si può dire di quello estero, dove si registrano le maggiori criticità.

Ben il 62% delle imprese, infatti, non opera sul mercato internazionale, mentre addirittura solo il 2% è attivo sui mercati extra Ue.

Questa scarsa internazionalizzazione è da attribuire, da un lato, alla mancanza di strutture adeguate, dall’altro, dal completo assorbimento del fatturato da parte dei consumatori interni.

“Guardare all’export come strumento di crescita da favorire – ha sottolineato il presidente di Federlazio, Giovanni Calisti – è indispensabile in un’ottica di sviluppo complessivo di un territorio dove, ancora una volta, è il distretto industriale di Civita Castellana a fare da motore trainante.

calisti

Ovviamente in questo momento di incertezza è necessario considerare la generale instabilità determinata da due fattori importantissimi, come la Brexit e la “guerra dei dazi” tra Cina ed America che influenzano pesantemente l’andamento mondiale dei mercati.

Per ciò che concerne, invece, il rilancio del mercato interno, sono fondamentali l’ammodernamento delle strutture ed il potenziamento delle infrastrutture.”

Concetto ripreso, in chiusura, dall’assessore comunale Alessia Mancini, che ha confermato la funzione di “pungolo” dell’amministrazione in opere essenziali per lo sviluppo della Tuscia: in primis i collegamenti e la fermata dell’Alta Velocità ad Orte.

“Il dialogo ed il confronto con gli attori istituzionali è una delle due novità importanti del 2019 per la Federlazio – ha concluso Crea – l’altra, ugualmente rilevante, è l’ingresso in Confimi Industria, dopo l’abbandono di Confapi nel 2006.

Confimi, con oltre 40.000 aziende associate, 80 miliardi di fatturato ed il riconoscimento della Presidenza del Consiglio, ci permetterà di avere una prospettiva potenziata per le nostre aziende, le cui problematiche, finalmente, potranno usufruire di una rappresentanza a livello nazionale.”

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