Ferento rivive per due giorni il suo glorioso passato

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Le antiche rovine si sono popolate come d’incanto di personaggi che nei loro costumi molto belli e fedeli a quelli che si usavano nella Roma Imperiale che ci hanno ricordato i fasti e gli onori di questo ricco Municipio Romano.

Da notare che i figuranti sono tutte persone che amano la storia della Roma imperiale, e conoscono molto di quei tempi e dei costumi che vigevano. Qui a Ferento, tra queste pietre che hanno vissuto la storia, ancora aleggia il profumo e lo spirito di Flavia Domitilla abitante di Ferento che sposò l’imperatore Vespasiano e gli dette due figli, Tito e Domiziano, che saranno anch’essi imperatori. Sempre qui ebbe i natali Salvo Otone che con la sua intelligenza, unita all’astuzia più raffinata, riuscì a sedersi sul trono di imperatore di Roma. Peccato che il suo sogno durò solo poco più di tre mesi. I tempi erano bellicosi e Salvo Otone fu ucciso nella pubblica via. Nelle epigrafi questo ricco Municipio Romano viene ricordato come la “Civitas Splendidissima” a ragione dei suoi monumenti, e delle statue che la ornavano. Infatti, Ferento aveva ben 5 Chiese e le strada erano tutte ornate di statue di pietra aniciana (il nostro peperino). Vitruvio nel suo libro “De Architettura” loda Ferento scrivendo  che i suoi monumenti: …pur costruiti da molto tempo sono così belli e così conservati, da sembrare scolpiti di recente”. Poi nel 1172 Viterbo distrusse Ferento lasciando in piedi  solo le rovine che vediamo. Le cronache del tempo ci dicono che a Ferento c’era un laghetto che aveva un portico con 60 statue, mai ritrovate. Qualcuno afferma che sono ancora seppellite lì sotto, e aspettano solo che qualcuno le riporti in superficie. Sarebbe un altro inestimabile tesoro per Viterbo.

 

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