Festa della Repubblica tra Frecce Tricolori, speranza e proteste

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Evviva la Repubblica Italiana, quella scritta con la maiuscola, fondata sulla democrazia, sul lavoro, sull’uguglianza di tutti i cittadini, senza distinzione di razza, di lingua, di religione; la Repubblica in cui la sovranità appartiene al popolo! La Repubblica lontana dagli scandali, dalle intercettazioni telefoniche, incorrotta e incorruttibile.

La Repubblica che forse sognavano i nostri padri e i nostri nonni quando la scelsero come forma di governo in Italia.

Ha 74 anni la nostra Repubblica. Nella nostra storia recente è stata spesso offesa, umiliata, saccheggiata nel suo spirito, soprattutto da chi è stato scelto (o non scelto) dai cittadini a rappresentarla.

“Quanti ostacoli sono stati superati dagli italiani quando è prevalsa la coesione, il senso di responsabilità, la lungimiranza.”
Ma troppe volte la Res publica è stata
tradita! E le cicatrici hanno lasciato un segno profondo in chi crede ancora nei suoi valori.

Il 2 giugno nasce come Festa della Repubblica nel 1949, anno in cui fu istituita come festa nazionale grazie al passaggio dell’Italia da monarchia a repubblica parlamentare (la nostra attuale forma di governo). Si festeggia nella data del referendum istituzionale del 1946.

Celebrarla ricorda le origini del nostro Paese dopo la caduta del regime fascista, e in tutta Italia sono tantissimi gli eventi speciali organizzati che si accompagnano alla parata ufficiale con le più alte cariche dello Stato.

Scrisse Marco Tullio Cicerone:
“La res publica è cosa del popolo; e il popolo non è un qualsiasi aggregato di gente, ma un insieme di persone associatosi intorno alla condivisione del diritto e per la tutela del proprio interesse.”
La res publica dovrebbe essere e rappresentare la libertà, i diritti, i doveri, il rispetto, l’uguaglianza, la giustizia.

Il senso civico ed etico nascono dentro di noi, ancor prima di essere sanciti dalla legge.
Don Luigi Sturzo scrisse:”La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal Governo e dal Parlamento, se è manomessa dai
partiti, verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà.”

Solo le Frecce tricolori nel cielo di Roma oggi, 2 giugno: niente parata delle Forze Armate ai Fori Imperiali.
Dopo aver attraversato l’Italia intera, dallo scorso 25 maggio, la pattuglia acrobatica, nel giorno della Festa della Repubblica, porterà il tricolore sui cieli di Roma, effettuando alcuni passaggi durante la cerimonia di deposizione di una corona di alloro presso l’Altare della Patria da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Presidente sarà accompagnato dal premier Giuseppe Conte, il presidente della Camera Roberto Fico e quello del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e i ministri competenti, tra cui il titolare della Difesa, Lorenzo Guerini, e il presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia.

Un 2 giugno diverso. L’orientamento del Ministero della Difesa è quello di una festa molto ristretta, senza persone per strada e senza ospiti nelle caserme italiane. Una decisione motivata dal fatto che, in una fase particolare come questa, non si può rischiare di creare assembramenti di pubblico durante la parata.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver deposto la corona commemorativa sull’Altare della Patria, si recherà in Lombardia per far visita alla comunità di Codogno, il paese del Lodigiano che per primo è stato colpito dal contagio del coronavirus.

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si raduneranno, seguendo comunque le direttive del distanziamento sociale, in piazza del Popolo a Roma. Avranno un “tricolore di 500 metri“.  Per Meloni, Matteo Salvini e i berlusconiani, più che la festa della Repubblica, sarà una manifestazione di protesta: contro il governo ma pure contro la sindaca di Roma Virginia Raggi.

La storia comunque ci induce a guardare al passato, ma nulla vieta di sperare in un futuro migliore per la nostra Repubblica Italiana.

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