Festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo a Vitorchiano

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Il Comune di Vitorchiano fa sapere che, in seguito alle disposizioni di sicurezza relative all’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19, naturalmente, non si potrà festeggiare come negli anni precedenti San Michele Arcangelo e le seguenti ‘manifestazioni’ VERRANNO EFFETTUATE A PORTE CHIUSE E SENZA LA PRESENZA DELLA POPOLAZIONE. Saranno poi RESE PUBBLICHE CON RIPRESE POI TRASMESSE SUI SOCIAL TRAMITE REGISTRAZIONI e, quando possibile, con delle DIRETTE.

Venerdì 8 Maggio:
▪️ore 10.00: S. Messa presso il Santuario di S. Michele Arcangelo.
▪️Alle ore 18.00: presso la chiesa di S. Maria Assunta verrà recitato l’Atto di affidamento al Santo Patrono.

Domenica 10 maggio:
▪️alle ore 10.00, il Parroco Don Gualberto Pirri, il Sindaco di Vitorchiano Ruggero Grassotti e il Presidente del Comitato Festeggiamenti Sergio Angy de Alessandris si recheranno in processione al Santuario di San Michele Arcangelo.

Da Piazza Roma, attraverso la sottostante “Porta Tiberina”, si raggiunge il grazioso rifugio eremitico dedicato a San Michele Arcangelo, protettore di Vitorchiano.

Il Santuario sorge su un colle, percorrendo un caratteristico sentiero a zig zag: la via de“Le Piagge”.
Esso è molto antico: risale al 1358.

All’interno della chiesa si trova una statua del Santo a grandezza naturale, tutta in peperino. Anticamente la patrona di Vitorchiano era la Madonna Assunta in Cielo alla quale è dedicata la chiesa principale. In seguito, nel 1319, fu scelto San Michele Arcangelo.

Sembra che il cambiamento sia stato voluto dal parroco del tempo che, recatosi a Sant’Angelo del Gargano, in Puglia, dove era avvenuta l’apparizione del Santo, al suo ritorno abbia esternato il desiderio di proclamare S. Michele nuovo protettore del paese e di costruire una chiesa in suo onore.
E così, con il consenso dei compaesani,fu realizzata la chiesa.

La festa del patrono San Michele si celebra generalmente l’otto maggio, giorno della sua apparizione.

Molto particolare è la processione, alla quale partecipano le confraternite con Cristi e lanternoni adorni di fiori. Immancabile la presenza della banda musicale, che si reca al santuario, seguita generalmente da un gran numero di fedeli.
Fino a non molto tempo fa, dopo la processione, si faceva la “Pacchia”, un pranzo gratuito che il Comitato dei festeggiamenti offriva a tutti, vicino alla chiesa.

Fino allo scorso anno si faceva la “Poggiata” che consiste nel trattenersi, dopo la cerimonia religiosa, a gustare le famose ciambelle all’anice e il vino che i “Festaroli” distribuiscono gratuitamente ai presenti.

Tutto rimandato al prossimo anno, a causa dell’emergenza Covid-19.

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