Festival delle luci: passando dalla minoranza all’assessorato Ubertini ha perso la memoria

Si è svolta ieri la prima udienza del processo partito dall'esposto della minoranza volto a fare chiarezza sull'affidamento dell'incarico

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L'assessore Claudio Ubertini

“Festival delle luci”, al via il processo sulla travagliata vicenda relativa alle illuminazioni natalizie del 2013.

All’epoca il sindaco era Michelini, mentre Giacomo Barelli era assessore alla cultura e venne presentato un bando dal Comune per determinare l’azienda che si sarebbe occupata dell’evento.

All’apertura delle buste venne scelta la ditta Audiotime nonostante il prezzo fosse più alto di quello proposto dall’altra ditta partecipante, la Carramusa srl.

Immediata la reazione dell’opposizione che gridò allo scandalo e presentò un esposto: : l’ex sindaco di Viterbo Giulio Marini, in conferenza stampa, gridò al “conflitto di interessi” e alla “lobby Caffeina”, in virtù del ruolo della ditta Audiotime, socia promotrice proprio di Caffeina.

Dopo una lunga fase di indagine la polemica si concretizzò in atti ufficiali con due imputati di abuso d’ufficio in concorso:  il dirigente comunale Stefano Menghini e la capufficio Maria Paola Pugliesi, difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Cercola e Fabrizio Ballarini.

Parte civile la società Gruppo Carramusa srl, assistita dall’avvocato Giuseppina Paolocci.

Ieri la prima udienza per l’audizione testimentale in cui sono stati ascoltati la parte civile Gruppo Carramusa, il maresciallo capo del Nil, Cristian Masci, e Claudio Ubertini.

E’ stato proprio Ubertini uno dei promotori dell’esposto che ha dato il via alle indagini con motivazioni anche determinanti per l’esito della vicenda.

All’epoca più volte, infatti, non mancò di puntare il dito contro l’operato della giunta targata Michelini, esplicitando, nella famosa conferenza stampa, tutti i suoi dubbi: Quando il sindaco ha formato la sua giunta, assegnando la delega alla Cultura a Giacomo Barelli, abbiamo da subito sollevato perplessità sull’opportunità della scelta, basata sul fatto che lo stesso Barelli, fino a poco tempo prima,  faceva parte di Caffeina, un operatore culturale della città.

Ieri però Ubertini, allora consigliere di opposizione e attualmente assessore della Lega, è apparso poco determinante, smemorato e improvvisamente colpito da “lacune temporali” che gli hanno fatto rispondere a molte delle domande con laconici “non ricordo.”

Il 2 luglio la prossima udienza di un processo in cui il Comune non si è nemmeno costituito parte civile, rinunciando, pertanto al risarcimento danni dovuto, in caso di condanna, dai suoi  dirigenti.

Questo nonostante le dichiarazioni messe, nere su bianco, dalla procura, secondo la quale i tre: “Intenzionalmente procuravano alla Audiotime  un ingiusto vantaggio patrimoniale e al comune di Viterbo nonché al Gruppo Carramusa rappresentato da Gaetano Carramusa un ingiusto danno”.

 

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