File davanti alle pasticcerie per le frittelle di San Giuseppe

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19 marzo: festa di San Giuseppe e del papà.
Goethe, in viaggio a Napoli alla fine del ‘700, così descriveva la Festa di San Giuseppe e le origini delle prelibate zeppole che si usano molto anche a Viterbo:“Oggi era anche la Festa di San Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli cioè venditori di pasta fritta…sulle soglie delle case grandi padelle erano poste sui focolari improvvisati….Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell’olio bollente, un terzo le preparava per venderle ai passanti”.

Addirittura, secondo alcuni storici, la zeppola di San Giuseppe, intesa come dolce di pasta fritta, ha origini nella Antica Roma: le matrone romane, in occasione dei “baccanali” del 17 Marzo, erano solite offrire frittelle di frumento fritte nello strutto e intinte col miele.

A Viterbo stamattina le pasticcerie sono state prese d’assalto per comprare le classiche frittelle: molte le persone in fila, con l’acquolina in bocca.
Auguri a tutti i papà dalla redazione de La mia città news

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