Il frontman di Caffeina crea il suo nuovo partito dalle grandi ambizioni che lo rispecchia appieno

Filippo Rossi fonda “Buona Destra”: contro Salvini e Meloni ed europeista convinto. L’ultimo stadio della sua trasformazione

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Filippo Rossi sembra farsi scivolare addosso le accuse tirate fuori, anche piuttosto coraggiosamente, da alcuni suoi ex collaboratori e decide di ributtarsi in politica fondando un nuovo partito.

Dopo una carriera politica ballerina che lo ha visto saltare da Fini alla Bonino come se niente fosse, Rossi torna a sedersi a destra, o almeno così sembrerebbe dal nome della sua nuova creatura: la “Buona Destra”.

Nel lancio social del suo partito, il Filippone viterbese mette in chiaro alcuni punti fondamentali sui quali il suo partito si erge, il quadro che ne viene fuori è quello di un nuovo soggetto politico dalle idee piuttosto ambigue.

Andandole ad analizzare, in primis troviamo la ferrata opposizione al sovranismo in favore di una politica europeista. Un mix tra Silvio Berlusconi ed Emma Bonino decisamente interessante sotto il punto di vista politico, viene però da chiedersi come la Buona Destra riuscirà ad attaccare all’interno di un’area che si è dimostrata fortemente identitaria ed euroscettica.

L’altro slogan su cui Rossi punta forte è “Meno burocrazia e piu’ investimenti”. Nel suo ‘manifesto’ il fondatore si spiega: “All’Italia servono piu’ modelli ponte di Genova, anche per quanto riguarda la ricerca, la cultura, il turismo. Questo permettera’ una nuova, definitiva, unificazione dell’Italia attraverso un piano di sviluppo nel Mezzogiorno che ripudi ogni logica assistenzialista, come il reddito di cittadinanza per intenderci, e sblocchi investimenti veri”.

Parole bellissime, ma come riusciremo a sfoltire la burocrazia essendo a favore dell’Europa che ci vuole dettare ogni sorta di manovra per quanto riguarda gli investimenti? Forse, mentre noi ci poniamo questo quesito, lui ha già trovato la risposta.

Secondo lui infatti, “Solo con una rivoluzione culturale europea, che passi da un patriottismo comunitario, si potra’ garantire la vera sovranita’ dei popoli d’Europa”. Una visione utopistica e velatamente contraddittoria in pieno stile Filippo Rossi che, checchè se ne dica, è un grande sognatore.

Tant’è che sempre secondo lui “E’ indubbio che possibili convergenze ci potranno essere in quell’area politica che va da Mara Carfagna a Carlo Calenda, passando per Stefano Parisi, Flavio Tosi e amministratori fuori dagli schemi come Federico Pizzarotti. A noi il dialogo costruttivo non spaventa”. Un pot-pourri di personaggi ed ideologie completamente contrastanti tra loro dove però Rossi potrebbe trovare terreno fertile per raccattare consensi elettorali.

Ora la domanda è: si tratta del suo ennesimo bluff elettorale oppure stavolta punta seriamente in alto? In occasione delle scorse amministrative, si vedeva chiaramente che Viva Viterbo avrebbe potuto ambire al massimo ad un posto tra i banchi dell’opposizione, complice una campagna elettorale fatta ai minimi termini e con pochissimi spunti interessanti. Ma ora? In una sua intervista all’Agi si legge: “In tutta Italia Rossi ha gia’ incassato l’adesione di tantissimi “fondatori” (molti gli amministratori locali) pronti a dar vita ai circoli territoriali della Buona Destra”.

Vedremo quali saranno i suoi assi nella manica, nel frattempo la sua trasformazione politica (e forse anche personale) è giunta all’ultimo stadio: agli albori della carriera vicino agli ambienti missini, poi sotto l’ala di Gianfranco Fini finendo successivamente negli stessi saloni di Travaglio al Fatto Quotidiano candidandosi con +Europa per trovarsi in fine nella grande e fallimentare accozzaglia delle Sardine di Santori, di cui è stato ambasciatore. Durante la pandemia ha anche solidarizzato col premier Conte attaccando pesantemente Salvini, la Meloni e addirittura Vittorio Sgarbi, colui che lo ha ospitato per il Christmas Village. Ora si siede a destra ma apre a tutti, anche a Calenda. Chissà se un giorno lo vedremo in Parlamento…

A Filippo Rossi va riconosciuto di essersi sempre reinventato senza andare a male, nonostante gli insuccessi e le grandissime ombre che seguono quello che è il suo personaggio. Sperando che la vicenda attorno a Caffeina riesca a chiarirsi nel più breve tempo possibile e che magari sia direttamente lui a chiarirla, non resta che sedersi ed osservare le sue imprevedibili mosse. Più che “Buona Destra”, buona fortuna!

 

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