Ieri, durante l'informativa della Dg Donetti, tutti gli esponenti della maggioranza e della minoranza si sono prodigati nell'elogiare l'operato svolto dalla Asl di Viterbo. Finalmente abbiamo trovato qualcosa sulla quale sono tutti d'accordo

Finalmente qualcosa che unisce maggioranza ed opposizione: l’operato della Asl

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Il consigliere Giacomo Barelli

Chi l’avrebbe mai detto che, un giorno, Giacomo Barelli ed il sindaco Giovanni Maria Arena si sarebbero mai potuti trovare d’accordo su qualcosa? Chi l’avrebbe mai detto che il puntiglioso Alvaro Ricci, per una volta, si sarebbe potuto trovare d’accordo con Giulio Marini? Beh, non lo nascondiamo, noi non ce lo aspettavamo per niente. Peccato che questo lieto evento sia accaduto a margine della discussione sull’argomento più controverso di questi giorni, quello che sta facendo letteralmente infuriare i viterbesi: la gestione della pandemia sul territorio viterbese da parte della Asl.

Innanzitutto è doveroso fare una precisazione: non proprio tutti i consiglieri si sono prodigati nell’elogiare l’operato della Asl, anzi, per esattezza solo una di loro ha avuto il coraggio di “affrontare” la dottoressa Donetti. Stiamo parlando della consigliera Pd Luisa Ciambella, che aveva posto delle legittime e fondate domande alla Dg Asl riguardo a diverse controversie che potrete comodamente approfondire in questo articolo.

A qualcuno però, le domande della Ciambella – e, a questo punto, anche la democrazia – non sono piaciute, tanto da cercare con ogni mezzo di interromperla mentre esercitava quello che è un suo diritto. La cosa stupefacente è che il “disturbatore” non siede ai banchi della maggioranza ma a quelli dell’opposizione, gli stessi a cui appartiene anche la Ciambella. Di chi stiamo parlando? Del buon Giacomo Barelli, consigliere di minoranza del gruppo Viva Viterbo, quello fondato da Filippo Rossi prima di emigrare lontano da Viterbo.

Barelli si è macchiato di un gesto che ai più potrebbe sembrare insensato e, soprattutto, sintomatico di una presunta maleducazione. Eppure, agli occhi degli addetti ai lavori (come noi), lo show del consigliere non è passato affatto inosservato ed anzi, ci fa pensare che abbia avuto una sua logica.

L’avvocato viterbese, rieletto consigliere per via dell’abdicazione del suo capo Filippo Rossi, potrebbe aver dato prova di quello che molti sostengono da tempo: il presunto “patto di solidarietà trasversale” stipulato dai politici della maggioranza (cdx) con quelli della minoranza (csx e civici). Tutti sappiamo, noi per primi, che la Asl, come in tutte le istituzioni cosiddette pubbliche, è “vittima” delle ingerenze della politica e, altrettanto, tutti sappiamo che queste ingerenze portano la firma ed il nome del Mago dei Cimini piddino, colui che considera nemici sia la Ciambella che i suoi collaboratori. In soldoni, far fare una magra figura alla Dg Donetti ieri in Consiglio avrebbe voluto significare farla fare anche all’onnipotente Mago, tra l’altro artefice recentemente di una sensazionale magia in Commissione Regionale Sanità volta a far rimanere proprio la Donetti ferma al suo posto.

Forse Barelli, per dimostrare in qualche modo la sua fedeltà al Gran Visir dei Cimini, ha scelto di passare per maleducato e antidemocratico pur di fermare in qualche modo le interrogazioni della Ciambella. Ma perchè Barelli si sarebbe spinto a tanto? E beh, se siete così distratti ve lo spieghiamo noi. Giacomo Barelli fa parte di un gruppo che a Viterbo è andato molto in voga, quello di Caffeina, che dal Mago in tempi non sospetti ha ricevuto degli “aiutini”, chiamiamoli così. Niente di illegale, sia chiaro, ma comunque questi aiutini senza il volere del Mago probabilmente non sarebbero mai arrivati. Per questo, per rinsaldare il legame tra Caffeina e il ben più radicato gruppo del Mago, Barelli si è quasi immolato con l’intenzione di impedire alla Ciambella di mettere in difficoltà il suo uomo, o meglio, la sua donna.

Tutto sommato il consigliere di Viva Viterbo non è il solo che non ha gradito le interpellanze della Ciambella, anche Alvaro Ricci (attuale capogruppo Pd) e i due panunziani Francesco Serra e Mario Quintarelli hanno reagito in maniera quasi stizzita. Ricci, a differenza di Barelli, è stato più pacato ma è sembrato comunque prendere le distanze dalla sua compagna di partito, mentre i due panunziani se la sghizzavano allegramente, quasi a volerla sfottere. E vabbè, si sa, ride bene chi ride ultimo.

Tuttavia, va dato merito a Barelli di aver reso interessante una seduta che, fino a quel momento, era risultata piuttosto noiosa per via del copione già scritto da giorni. Ma a Barelli va reso anche l’onore (e il merito) di aver definitivamente sdoganato quella che, fino a ieri sera, veniva etichettata da alcuni come una mera ipotesi di fantapolitica. Il consiglio che vi diamo, cari lettori, è quello di seguire più spesso i Consigli, si possono capire tante cose.

 

 

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