“Fiorito mi disse che Battistoni aveva un’amante”, la testimonianza in aula di un giornalista di Repubblica

Processo sulla Rimborsopoli alla Regione nel 2012. L’avvocato del senatore di Fi: “Tutto falso, dalle fatture alle accuse contro il mio assistito”

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tribunale di viterbo
Il tribunale di Viterbo

Buste da consegnare ai giornalisti, con dentro le presunte fatture false o gonfiate per attaccare i colleghi del Consiglio regionale del Pdl. Ieri in aula a Viterbo, è ripreso il processo che vede come imputati l’ex consigliere regionale del Popolo delle libertà Franco Fiorito, detto “er Batman”, e il giornalista Paolo Gianlorenzo; e come parte offesa e parte civile l’attuale senatore di Forza Italia Francesco Battistoni. Fiorito è accusato di calunnia e diffamazione contro Battistoni. Il secondo di diffamazione, sempre contro il senatore, che nel 2012 era consigliere regionale del Lazio. Si tratta della nuova puntata del processo sulla cosiddetta rimborsopoli alla Regione di qualche anno fa. Quando dentro al Pdl laziale era in atto una faida di tutti contro tutti. Un pezzo di questa faida vide coinvolti Fiorito e Battistoni (di correnti opposte dentro al Pdl), con il giornalista Gianlorenzo come terzo incomodo. Gianlorenzo era rappresentato in aula dal suo avvocato Franco Taurchini. Fiorito dal legale Fausto Barili. Mentre l’avvocato di Battistoni, Enrico Valentini, era sostituito in aula dal collega Samuele De Santis.
Davanti al giudice Giacomo Autizi si sono presentati tre testimoni della pubblica accusa: due autisti di Fiorito, e un giornalista di Repubblica che scrisse degli articoli sulla faida nel Pdl. A vario titolo, i tre hanno spiegato come nei due giorni di fuoco del 12 e del 13 settembre 2012, Fiorito fece il giro delle sette chiese (romane) per consegnare dei plichi con dentro i presunti documenti taroccati che dovevano incastrare l’arcinemico di Batman, l’attuale senatore Battistoni.

A sinistra il senatore Francesco Battistoni, parte offesa, al centro l’imputato Franco Fiorito, ex capogruppo regionale Pdl, a destra l’avvocato di parte civile Enrico Valentini, legale di Battistoni

“Nel dossier che mi consegnò Fiorito c’era il rendiconto dei rimborsi dei consiglieri regionali del Pdl – ha detto al giudice il giornalista di Repubblica Mauro Favale –. C’era anche la nota relativa alla prenotazione di una camera d’albergo di Battistoni con la sua segretaria, che Fiorito mi disse fosse anche la sua amante”. Il giornalista ha spiegato in aula che non scrisse nulla della presunta avventura amorosa, “in quanto erano questioni personali che non mi interessavano ai fini dell’argomento che volevo trattare, e in ogni caso avrei dovuto approfondire la questione con il diretto interessato”. Il giornalista di Repubblica avrebbe voluto intervistare Fiorito, ma si vide consegnare quel 12 settembre di sette anni fa quello che ha definito un controdossier legato alla faida interna ai consiglieri del Pdl.
Dal canto loro, i due ex autisti di Fiorito hanno parlato delle tappe di consegna dei plichi. Il primo testimone, residente in provincia di Latina, ha detto di aver accompagnato Fiorito a piazza San Silvestro, negli uffici dell’onorevole Vincenzo Piso. Poi, tornarono a casa di Batman. Quindi si fermarono in una copisteria in viale Liegi: “Andai io a fare quattro copie di certi documenti”, ha raccontato l’ex autista. Da qui, si diressero a piazza Venezia dove Fiorito consegna un plico a un uomo. “Poi andiamo all’Agi sulla Cristoforo Colombo”. L’Agi è un’agenzia giornalistica alla quale Fiorito consegna un altro plico. Il giro prosegue a via del Tritone, dove c’è il Messaggero: un’altra cartellina consegnata. Ultima tappa è ancora piazza San Silvestro, con la cessione di un ulteriore plico. “Do il quarto a una ragazza”, ha detto il testimone. Che poi riporta Fiorito a casa.
L’altro autista, di Fondi, parla di cosa successe il 13 settembre 2012. Accompagna Fiorito in un bar di piazza Euclide: “Doveva incontrare due giornaliste”. Poi si va a via dell’Umiltà, per una riunione di partito finita alle 21. Sempre quel giorno, Fiorito manda il suo segretario personale al Portuense per dare un altro plico a un giornalista: dovrebbe essere la cartellina consegnata a un collaboratore di Gianlorenzo.
Il giudice Autizi ha rinviato il processo all’udienza del prossimo 12 settembre. Saranno ascoltati gli ultimi testimoni dell’accusa e due della parte civile.
A proposito di parte civile, ecco il commento dell’avvocato di Battistoni, Enrico Valentini: “Noi siamo molto soddisfatti di quello che è successo oggi (ieri, ndr) in aula. Il giornalista di Repubblica ha testimoniato che Fiorito gli aveva detto che Battistoni aveva l’amante. Questo è tutto falso: Battistoni si merita rispetto e un risarcimento quanto meno morale. Oltre a non esserci stato nessun rimborso farlocco, qui c’è una diffamazione e un’estorsione ai danni di Battistoni effettuata falsificando delle fatture, e facendo così vedere che Battistoni era andato con l’amante. Cosa che è, ripeto, falsa. C’era l’intento denigratorio nei confronti di Battistoni”.

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