Il ministro della Salute, Roberto Speranza: "Due nuove aree rosse: Campania e Toscana e tre nuove aree arancioni: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche

Firmata l’ordinanza per nuove zone rosse ed arancioni: scoppia la protesta in Campania

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 06-11-2020 Roma Politica Camera dei Deputati - Informativa urgente del ministro della Salute Roberto Speranza sui dati e i criteri seguiti per la collocazione delle Regioni nelle aree rossa arancione e gialla Nella foto Roberto Speranza Photo Roberto Monaldo / LaPresse 06-11-2020 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Information from the Minister of Health Roberto Speranza In the pic Roberto Speranza
Cambia ancora la mappa delle zone in Italia: nuove zone rosse ed arancioni. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza che partirà da domenica 15 novembre: “Ho appena firmato un’ordinanza che istituisce due nuove aree rosse (Campania e Toscana) e tre nuove aree arancioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche). So che stiamo chiedendo ancora sacrifici, ma non c’è altra strada se vogliamo ridurre il numero dei decessi, limitare il contagio ed evitare una pressione insopportabile sulle nostre reti sanitarie. Ce la faremo. Ma è indispensabile il contributo di tutti.”
Aumentano così le zone rosse che arrivano a sette: al momento sono Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Valle d’Aosta, da domani si aggiungeranno Campania e Toscana.
Alla nuova direttiva scoppiano le protesta in Campania, precisamente nella capitale. All’incrocio tra Cesario Console e via Nazario Sauro circa duecento manifestanti del settore mercatale hanno bloccato il traffico delle auto, protestando al centro della strada con i striscioni: “Non ci fermeremo mai”, “liberateci dal virus e dalle tasse”…
I cittadini urlano per le piazze: “Siamo diventati zona rossa e ora ci dovete aiutare. Già siamo in ginocchio e non possiamo sostenere altre restrizioni. Siamo tutti d’accordo che sia il momento di mettere fine ai contagi ma non possiamo pagare ancora noi. Ora si “deve prendere dai ricchi per dare ai poveri”. Non riusciamo neanche più ad arrangiarci. Siamo allo stremo”.
Mentre in piazza Municipio, sede del comune di Napoli, si sono dati appuntamento il Movimento disoccupati 7 novembre, protestando contro le politiche del lavoro ormai ferme.

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