Fitofarmarci, una commissione per controllarne l’uso e l’abuso nella Tuscia

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COMMISIONE fitofarmaci

Ieri pomeriggio alle 17 nella sala Coronas della Prefettura di Viterbo, ha iniziato il suo percorso di lavoro la Commissione di studio sulle problematiche derivanti dall’uso e abuso dei fitofarmaci. L’impegno profuso da Giovanni Bruno per riunire questo consesso ad alta specializzazione si è rivelato ancora una volta una mossa vincente di questo nostro Prefetto.

La Commissione che si occuperà di fitofarmaci in generale e non solo quelli relativi alla coltivazione della nocciola, è così composta: Dott. Danilo Attard Barbini dell’Istituto Superiore di Sanità, Ing. Pietro Paris e Dott.ssa Dania Esposito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Col. Marco Avanzo del Comando del Gruppo Carabinieri Forestali di Viterbo, Ing. Giuseppe Paduano del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Dott.ssa Cinzia Morgia del Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria e il Prof. Leonardo Varvaro dell’Università degli studi della Tuscia. In sala erano presenti vari sindaci della provincia, per il Comune di Viterbo l’assessore Alessia Mancini. C’era poi Pietro Nocchi nella doppia veste di sindaco di Capranica e presidente dell’Amministrazione Provinciale. Il Prefetto ha dato subito la parola ai vari componenti la Commissione che si sono presentati ed hanno esposto brevemente le loro esperienze. Poi si è passati agli interventi. Tutti coloro che sono intervenuti hanno lodato l’iniziativa del dott. Giovanni Bruno, dicendo che finalmente, i vari comuni si possono coordinare su una linea di azione comune. Tutti hanno manifestato paura delle conseguenze che questi fitofarmaci possono portare alla salute dei cittadini. Un intervento decisamente diverso da tutti gli altri è stato quello di Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola. Ha citato la Ferrero (30.000 dipendenti, 10 Mld di fatturato), affermando che questa grande multinazionale ha investito sulla nocciola italiana perché è la migliore del mondo. Ha poi elogiato le buone pratiche che vengono messe in atto a Caprarola, mettendo in relazione stretta la qualità dell’ambiente, con la qualità del prodotto (nocciola). Ha poi avvertito tutti che ha già dato mandato ai suoi legali (dei quali ha fatto nome e cognome), per agire contro chi affermi il contrario. Poi ci sono stati altri interventi di altri sindaci. Ricordiamo quello di Canepina, di Gallese, di San Lorenzo, Latera, Tuscania. Sono intervenuti anche i direttori di Coldiretti, della Cia, della Confagricoltura di Viterbo e Rieti, e poi l’Associazione dei Dottori Agronomi e altri. Il comune denominatore di tutti gli interventi (ad esclusione del sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi) è la paura per i danni che tali trattamenti possono arrecare alle persone. Il prof. Varvaro dell’Università della Tuscia ha detto che, come le medicine per l’uomo, così anche le piante hanno bisogno dei fitofarmaci. L’importante è usarli oculatamente e attenersi alle prescrizioni. Insomma se il Prefetto ha riunito una Commissione, riteniamo che non li abbia invitati per un cocktail, ma per affrontare uno dei più grandi problemi della nostra quotidianità. Produrre bene senza danneggiare l’ambiente. Un esame da superare con il buonsenso, e con l’aiuto specialistico della Commissione.

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