Flash mob a Viterbo contro la violenza di genere

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Si è svolto ieri, 4 luglio, alle ore 17, il flashmob organizzato dall’associazione onlus Kyanos, presenziata da Marta Nori,
con le adesioni di Arci – Solidarietà; GASP; L’ altro circolo – Centro culturale di iniziativa Omosessuale; Rete degli Studenti Medi; USB per rompere il silenzio. Presente alla manifestazione anche Massimo Erbetti.

È opinione di tutti che VIOLENZA di genere non deve mai far rima con INDIFFERENZA. Così come è dovere di ogni giornale dare informazioni, nella consapevolezza di non essere dalla parte dei violenti e dei prevaricatori, ma per difendere in tutto e per tutto la dignità femminile troppo spesso offesa.

È deplorevole che quasi un cittadino su quattro pensi ancora che la causa della violenza sessuale sulle donne sia addebitabile al loro modo di vestire e che ben il 39,3 della popolazione italiana sia convinta che sia possibile sottrarsi ad un rapporto sessuale, se davvero non lo vuole. E ancora, che il 15 per cento pensi che una donna che subisce violenza sessuale quando è ubriaca o sotto l’effetto di droghe sia almeno in parte responsabile.

Ma è altrettanto deplorevole condannare prima di un regolare processo delle persone senza dare informazioni in merito in piena libertà e nel rispetto di tutti.

Nella dottrina dello Stato costituzionale, liberale e democratico, una persona non è colpevole fino a quando non ha avuto una sentenza di condanna e la libertà di stampa rappresenta una delle manifestazioni fondamentali della libertà individuale.

Essa consente la libera espressione del pensiero e quindi il dibattito pubblico su qualsiasi argomento, nel pieno rispetto delle opinioni altrui e della legge.

Le donne e gli uomini, durante il flashmob odierno, hanno mostrato alcuni cartelli con scritto:
“Il femminismo che conta è antifascista”,
“Non confondiamo vittime e carnefici”,
“La colpa non è mia!”, “Salviamoci da sole”, “Io sono mia!”.

 

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