Ambientalisti, cittadini e amministratori hanno partecipato ieri mattina all'iniziativa promossa da Italia nostra

Flash mob contro il deposito rifiuti radioattivi, presente anche il sindaco di Tarquinia Giulivi

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Associazioni ambientaliste di Tarquinia e Montalto, cittadini e amministratori, tra cui il sindaco di Tarquinia Giulivi hanno risposto “presente” all’appello lanciato da Italia nostra sezione Etruria.

Così ieri mattina, presso il centro aziendale dell’Università Agraria di Tarquinia, hanno partecipato al flash mob organizzato per dire No al deposito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari sulla terra di Tuscia.

Come ha ricordato Marzia Marzoli, di Italia nostra: “Il 15 Dicembre sarà pubblicata la proposta di CNAI, Carta Nazionale Aree Idonee, tra quelle messe in discussione durante la fase di consultazione pubblica e del Seminario Nazionale Sogin. Nella provincia di Viterbo purtroppo sono stati individuati ben 22 aree potenzialmente eleggibili per la costruzione di un sito di 150 ettari, sito che cambierà per sempre il destino del territorio”.

“In particolare l’area individuata come VT-25 è posizionata a cavallo della SP Dogana che taglia quasi perfettamente a metà la superficie totale dell’area di 361 ettari, ricadenti tra il comune di Tarquinia e quello di Tuscania, compresa l’area del Centro Aziendale della locale Università Agraria La Roccaccia che tutti conoscono per la bellezza della natura e la ricchezza di flora e fauna selvatica”.

“Se le nostre osservazioni non saranno recepite faremo tutto ciò che sarà necessario per scongiurare un simile rischio. L’area VT 25 ricade in un’area di diritti civici, una vera assurdità pensare di sottrarla ai cittadini” ha concluso la Marzoli.

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