La responsabile locale del Dipartimento Tutela Vittime Serenella Bovi: "Situazioni spesso sommerse, ma che possono stare anche nella porta accanto"

Flashmob di Fratelli d’Italia contro la violenza sulle donne: “Come riconoscere i segnali di un amore malato”

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Anche Fratelli d’Italia scende in piazza nella settimana dedicata all’eliminazione della violenza sulle donne. Ieri pomeriggio a Piazza della Rocca, a Viterbo, il Dipartimento Tutela Vittime di Fdi ha organizzato un flashmob, esibendo dei cartelli colorati a simboleggiare le “tappe” fondamentali per le donne per riconoscere una relazione malsana ed uscirne.

La responsabile locale del Dipartimento Serenella Bovi ha parlato di come nasce questa iniziativa. “Il Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia si occupa da tempo di tutto ciò che riguarda il fenomeno della violenza sulle donne e del maltrattamento che spesso è anche psicologico, oltre che fisico. – racconta – Ogni anno ci teniamo ad essere presenti a questa settimana di incontri dedicati al tema: quest’anno la campagna lanciata è fondata su quelle che sono chiamate le ‘sette tappe’ per riconoscere quando una situazione è pericolosa, quando c’è un amore malato e come poterne venire fuori, aiutando concretamente le persone a imparare a riconoscere i segnali e a chi poter chiedere aiuto”.

“Abbiamo fatto un flashmob simbolico con i cartelli che rappresentano i segnali di allarme e anche le tappe da affrontare per la persona che sta cercando di uscire fuori dalla violenza. – ha aggiunto la responsabile del Dipartimento Tutela Vittime – Purtroppo in Italia sono ancora troppo poche le donne che riescono a denunciare la violenza o il maltrattamento, c’è molta omertà, molta difficoltà, anche perché – nonostante se ne parli da molto tempo ed esista un sentimento popolare che è quello di andare in soccorso delle donne che subiscono violenza – spesso e volentieri la vittima si trova ad affrontare approcci poco favorevoli anche quando va a chiedere aiuto. Per questo motivo è necessario cercare ancora di più di sensibilizzare le coscienze di tutti per fare in modo che ci sia più accoglienza anche nel momento della richiesta d’aiuto e in più, quando si verifica la denuncia, bisogna attivare forme di aiuto non solo dirette alla donna vittima di violenza, ma anche forme di recupero – non solo restrittive – verso l’uomo che maltratta per far sì che non torni a delinquere in futuro”.

Spostando il focus sulla provincia di Viterbo, Serenella Bovi chiarisce che “non sembra che ci siano fenomeni così eclatanti, purtroppo, però, la verità è che non sembra mai che ci siano. Poi, ahimè, scoppia il caso e in realtà ci si rende conto che esistono situazioni che dovrebbero allarmare. Quello che emerge dalla cronaca nera è soltanto quando c’è di mezzo un delitto, ma ci sono tantissime situazioni ‘sommerse’ di maltrattamento continuo, fisico e psicologico. Magari non è un fenomeno così evidente ma in realtà c’è, e magari sta anche nella porta accanto. Dobbiamo essere noi in primis in grado di renderci conto di ciò che potrebbe accadere, anche vicino a noi”.

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