Forti critiche alla finanziaria nel Forum di Viterbo dei Giovani Imprenditori di Confindustria

"Lavoro e non lavoro vengono da alcuni collocati sullo stesso piano. È come se improvvisamente fosse stata rovesciata la mappa dei valori della società italiana"

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“Tutto scorre”, PANTA REI,  recitava il titolo del forum che stamani nella sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo ha raccolto i Gruppi Giovani Imprenditori di Unindustria e  Confindustria di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Il sottotitolo era ancora più esplicativo e fissava i paletti dentro cui si sono sviluppati i panel del confronto: NOI. PUNTO FERMO NELL’ECONOMIA DEI FLUSSI – PERSONE, DATI, MERCI E IDEE.

Non sono mancati gli accenti polemici nei confronti di una certa retorica “anticasta” che tende a fare di tutt’erba un fascio.

“Lavoro e non lavoro vengono da alcuni collocati sullo stesso piano. È come se improvvisamente fosse stata rovesciata la mappa dei valori della società italiana”, ha affermato Francesco Delzio autore di “La ribellione delle imprese” .

Sollecitato dalle domande di un brillante Claudio Brachino – viterbese DOC e giornalista di lungo corso in Mediaset, di cui attualmente è direttore – Delzio ha proseguito la sua analisi: “In questi anni è come se stessimo assistendo a una battaglia tra la rendita, qualunque essa sia, e la produzione. Il fatto nuovo è che in difesa del lavoro e della produzione oggi scendono in campo da alleati l’impresa e i lavoratori.”

I panel, sviluppati sotto forma di interviste, hanno fatto riferimento ai grandi titoli dell’economia dei flussi: persone, dati, merci, idee e pensiero, competitività.

E quindi la centralità della persona e del cliente nel profilo ideale dell’impresa contemporanea; il valore assoluto dei dati e della loro protezione contro ogni forma di attacco informatico; la globalizzazione del mondo delle merci e la centralità della logistica; il ruolo non subalterno alla tecnologia della creatività e del lavoro umano; la competitività come fattore di crescita e di sviluppo non solo aziendale ma anche sociale e culturale.

Nelle sue conclusioni Alessio Rossi, il Presidente dei Giovani di Confindustria, non le ha certo mandate a dire.

“Qui riunita non c’è un’elite. Gli imprenditori sono persone come le altre che fanno sacrifici per portare avanti il Paese. Oggi purtroppo registriamo una grande distanza del ceto politico dal mondo produttivo. Gli imprenditori e i loro collaboratori si sentono soli.”

Sollecitato da Brachino, sulla manovra finanziaria in corso di discussione ha dichiarato: “Aspettarsi una manovra espansiva sarebbe stato superficiale. Ma la finanziaria che ci viene proposta è senza alcuna visione di futuro del Paese.”

E ha criticato senza incertezze la tassa sulle auto aziendali; sulla produzione della plastica – che colpisce i produttori in modo indiscriminato, a prescindere dalle pratiche di economia circolare; la sugar tax, usata al posto dell’educazione alimentare, che crea un pericoloso precedente.

Il cuneo fiscale porta un piccolo beneficio nelle buste paga dei lavoratori, ma rischia però di essere completamente eroso dalle nuove tasse.

Infine l’ILVA: “Hanno cambiato le regole quattro volte: pura schizofrenia e una figuraccia mondiale per il nostro Paese, che ci costerà anche in avvocati e risarcimenti. Anche se si trovassero i soldi saremmo contrari alla nazionalizzazione. Occorre andare avanti, limitare i danni e trovare una soluzione di mercato.”

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