“Fotografate i trasgressori, li staneremo”, l’appello sui social di Bartolacci

Il sindaco invita i suoi concittadini alla delazione, dovrebbe però aggiungere che diffondere le foto sui social è reato

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“Fate foto, segnalate, fate i nomi, li staneremo anche nei punti più nascosti!”.

Il caldo invito alla delazione più spietata nei confronti dei compaesani avvistati in giro per la città non è una reminescenza degli anni Quaranta ma un appello lanciato sulla pagina istituzionale del Comune da parte del primo cittadino di Tuscania, Fabio Bartolacci.

Di fronte al moltiplicarsi dei casi di contagio in città, il sindaco, probabilmente esasperato dalla situazione critica, ha pensato bene di tirare fuori dal cilindro questa misura a dir poco anacronistica, trasformando tutti i suoi concittadini in improvvisate Mata Hari.

Preso dal momento di emergenza però, Bartolacci non ha considerato che per trasporre la delazione dal privato al pubblico ci vuole pochissimo, soprattutto in questa fase in cui i social e la tecnologia la fanno da padroni.

Insieme alla raccomandazione di fare le foto ai trasgressori delle norme restrittive bisognerebbe magari ricordare che postare la stessa foto sui social o farla rimbalzare su gruppi whatsapp è un reato.

Oltre a un eventuale risarcimento in sede civile, si rischia di dover rispondere del reato di diffamazione aggravata se, insieme alla foto si fanno dei post che etichettano le persone riprese come non rispettose  delle disposizioni anti contagio.

In altre parole: delazione sì ma con prudenza!

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