Il gruppo consiliare "Cambiamo Bomarzo-Mugnano" interviene sul tema delle energie rinnovabili nella Tuscia

Fotovoltaico in Località Marcolino, l’impianto verrà ridimensionato

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Quella delle energie rinnovabili della Tuscia rappresenta una delle questioni maggiormente discusse nelle ultime settimane. Ricordiamo i numerosi interventi sul tema della consigliera comunale di Viterbo Luisa Ciambella, che ha a più riprese ha manifestato la necessità, da parte del Comune, di adottare un piano per regolamentarne l’uso e non ritrovarsi ad adottare un “silenzio-assenso” sull’argomento fin troppo pericoloso.

In occasione di uno degli ultimi incontri, il Consiglio comunale ha infine approvato le linee-guida da seguire in merito al fotovoltaico, impegnandosi ad indicare le aree del territorio dove suddetti impianti non possono assolutamente essere realizzati.

Il 20 aprile scorso si è tenuta invece la seconda Conferenza dei Servizi sull’impianto in Località Marcolino, adiacente la Riserva naturale di Monte Casoli (Bomarzo). Il gruppo consiliare “Cambiamo Bomarzo-Mugnano” ha reso noto che in seguito alla riunione l’installazione verrà ridimensionata: “La società proponente Martello s.r.l. ha modificato il progetto sottoponendolo nuovamente a procedura di V.I.A., anche in seguito alle istanze da noi presentate agli organi competenti. La stessa ha infatti evidenziato che saranno installati 99,4116 MWp invece degli originari 100,13 MWp, su una superficie recintata di 83 ettari invece degli originari 92,1 ettari: una riduzione di ben 9 ettari! – fanno sapere – Ciò conferma che se il gruppo CambiAmo non fosse intervenuto nel merito, lo scempio sul nostro territorio sarebbe stato maggiore”.

“Un altro risultato, ottenuto sotto la nostra spinta, è stata la sospirata pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune (16/04/2021, a trenta giorni esatti dalla nostra richiesta), delle PEC inviate dall’Area V.I.A. della Regione Lazio. Ora, con riferimento all’impatto sul territorio e alla modificazione del suolo, la società proponente sostiene che dal punto di vista agricolo-ambientale l’impianto fotovoltaico comporterebbe un beneficio diretto derivante dalla riduzione di input energetici ausiliari (fitofarmaci, concimi, agrochemicals, ecc). Noi non condividiamo questa affermazione, – spiegano dal gruppo – poiché l’agricoltura fa parte del settore primario, di conseguenza è di cruciale importanza per la crescita economica del nostro Paese: il lavoro quotidiano di tanti imprenditori agricoli è un elemento importante per il nostro PIL”.

E ancora, sul tema del fotovoltaico nella Tuscia, sottolineano: “Un’ulteriore considerazione merita l’impatto sull’ecosistema e sul paesaggio, ‘spezzati’ da ettari di filari di pannelli al di sotto dei quali, nel migliore dei casi, ci può essere un prato nel quale però la biodiversità sarà sicuramente ridotta. Sarebbe anche catastrofico per il turismo, perché annullerebbe il

fascino che il territorio della Tuscia ha sempre esercitato su chi l’ha visitato. L’impatto visivo sarebbe infatti devastante, a scapito della Riserva e del paesaggio, e penalizzerebbe moltissimo la nascita e lo sviluppo di un adeguato programma turistico-economico”.

 

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