Fra storia, spettacolo e tradizione, grandioso viaggio a Palazzo Doria Pamphilj di San Martino

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SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – Giovedì 23 dicembre, alle ore 16, a Palazzo Doria Pamphilj, a San Martino al Cimino, si è svolto uno spettacolo tra storia, scenografie e golosità nel nome della tradizione con l’”Ottobrata Sanmartinese”.

Il percorso in costume del XVII secolo, curato dalla locale compagnia teatrale “Danilo Morucci”, è stato estremamente suggestivo.

La visita teatralizzata nelle sale del palazzo è stata arricchita dalle spiegazioni curate dello storico Colombo Bastianelli e dalle rappresentazioni teatrali in costumi dell’epoca che hanno dato vita a intermezzi tratti dalla storia del borgo di San Martino al Cimino e da quella di donna Olimpia, principessa che, intorno alla metà del XVII secolo, volle la realizzazione dell’edificio.

Palazzo Doria Pamphilj è uno spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale Lazio Crea.

La costruzione di Palazzo Doria Pamphili, sugli antichi ambienti dell’Abbazia, si deve a Olimpia Maidalchini Pamphilj che, intorno alla metà del XVII secolo, affidò all’architetto Marcantonio De Rossi la trasformazione radicale del tessuto urbano di San Martino al Cimino.

Il centro urbano fu strutturato con case addossate le une alle altre e schierate in funzione della grande Abbazia e del Palazzo, usato originariamente dai monaci come ospedale e trasformato, in quest’occasione, in un sontuoso palazzo signorile utilizzando i materiali provenienti dall’altro palazzo di famiglia, quello di piazza Navona a Roma.

Il Palazzo Doria Pamphilj si compone rispettivamente di un locale medievale sottostante il piano stradale, noto come “Cantinone” (l’antico Hospitale dell’abbazia), di un piano rialzato (con la vasta sala Aldobrandini), di un mezzanino e di un piano nobile (con la splendida Sala Olimpia e le altre stanze impreziosite da soffitti lignei e fregi decorati).
Dal livello superiore, si può godere di uno spettacolare panorama: dalle ampie finestre lo sguardo spazia dai tetti a schiera alla piana viterbese con il limitare del mare.

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