"Si parla solo di crisi, poltrone, Civita Castellana. E' la delegittimazione della politica" stigmatizza

Frontini ad Arena: “Abbia coraggio, così non si va da nessuna parte. State facendo il male della città che dite di amare”

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Fuoco di fila dell’opposizione più che mai in questo frangente in cui è stata la maggioranza stessa a prestare il fianco agli attacchi, dopo quanto accaduto nel consiglio di martedì scorso.

Chiara Frontini, leader di Viterbo 2020, apre il suo intervento elencando i ‘risultati’ che, in due anni e mezzo, l’amministrazione ha conseguito.

Dalla giunta e dal consiglio, varati l’ultimo giorno utile, ai titoli dei giornali sui vari momenti di crisi che si sono succeduti sino all’approvazione, saltata martedì scorso, del rendiconto.

“Dopo un ritardo stratosferico – incalza – sul quale ancora mi chiedo come sia possibile che ci sia stata solo una lettera bonaria da parte della Prefettura”.

“Non si ricorda, un intervento degno di nota. L’unica cosa per la quale sarà ricordato, ad oggi, – afferma rivolgendosi ad Arena – è la sua presenza che sicuramente può essere rassicurante, ma in cuor suo sa, monitorando anche i social, che la gente non è più dalla sua parte”.

E porta come esempio le reazioni di quanti “le hanno chiesto conto del fatto che state facendo miseramente passare atti di ordinaria amministrazione, vedi il taglio delle erbacce, come eventi epocali”.

“E per tutta risposta la vostra politica di cosa parla? Di crisi, poltrone, Civita Castellana. Questa è la politica – tuona – che questa coalizione sa mettere in campo”.

“Noi siamo qui non solo per vigilare ma anche per raccontare fuori lo stupro, inaccettabile, che state effettuando alla città”.

Pur esprimendo apprezzamento al sindaco per la componente umana, predominante nel suo modo di comunicare, fa notare come la storia della città che sta scrivendo “è di assenza totale di risultati, di piccolo cabotaggio, di gente che si guarda l’ombelico confrontandosi solo sulle piccole cose. Così facendo non riuscirà mai a lasciare un segno in questa città, peggiorata nettamente rispetto a quella che avete trovato”.

“Tutti noi, anche chi è quanto mai lontano da queste logiche becere, scontiamo sulla nostra pelle la delegittimazione della politica che voi state facendo”.

A conclusione del suo intervento, pur non parlando mai apertamente di dimissioni, lancia un appello ad Arena: “Se ha una dignità, di uomo ancor prima del suo ruolo politico, tiri fuori gli attributi, abbia il coraggio di capire che così non si va avanti. Si sta solo facendo il male di una città che dite di amare”.

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