Cordoglio e commozione per l'ultimo saluto alla guardia giurata

Funerali Colasuonno, Covelli: “Enzo era un’istituzione per il Tribunale di Viterbo”

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Viterbo- “Enzo era un’istituzione per il tribunale di Viterbo.
Accoglienza, sicurezza, competenza e profonda umanità. Queste erano soltanto alcune delle sue principali qualità. Enzo dedicava alle persone un’attenzione particolare.
Socievole, sempre pronto alla battuta e ad aiutare gli altri”. Così ha detto il presidente del Tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli durante il funerale di Oronzo Colasuonno, per tutti Enzino, celebrati da don Emanuele Germani, alle 14,30 del 9 dicembre,  presso la basilica Santa Maria della Quercia.
Insieme a don Emanuele, don Massimiliano Balsi, parroco della Quercia.

Una perdita improvvisa che ha destato cordoglio e commozione tra colleghi, avvocati, magistrati, amici e forze dell’ordine, presenti in gran numero al funerale.

È stata effettuata nei giorni scorsi l’autopsia disposta dalla Procura per accertare le cause della morte della guardia giurata 55enne, in servizio presso il tribunale di Viterbo. Il medico legale  depositerà le conclusioni fra sessanta giorni.

Enzino, un uomo aperto, socievole, forte, è morto improvvisamente venerdì scorso, il giorno dopo le dimissioni dall’ospedale di Belcolle, dove era rimasto in osservazione 36 ore in seguito a un malessere che lo aveva spinto a rivolgersi al Pronto Soccorso.

La sua morte inaspettata ha fatto ritenere necessari ulteriori accertamenti per stabilire se il peggio potesse essere evitato, alla luce dei malesseri e dei segnali d’allarme che lo avevano preoccupato negli ultimi giorni di vita, al punto da convincerlo a chiedere un approfondimento ai sanitari.

“Quella di Enzo è l’anima di un uomo giusto che si impegna ogni giorno a fare il proprio dovere con amore, sensibilità e onestà. Valori che oggi il mondo sembra aver dimenticato.” – ha detto don Emanuele durante l’omelia.

Molto commovente l’intervento del figlio Francesco durante la cerimonia funebre. “Io e mio padre andavamo spesso a pesca, a funghi insieme, anche se a me non piaceva molto e lo facevo per stargli vicino. Parlavamo molto durante il tragitto. Io non posso rimproverarmi nulla, perchè me lo abbracciavo spesso, gli stavo vicino, gli dicevo quanto gli volevo bene.” Poi ha esortato tutti i presenti a fare altrettanto con i propri genitori finché ci sono e ha ringraziato i numerosi partecipanti alla cerimonia funebre e tutti coloro che, in questi giorni,  sono stati vicini alla famiglia con i messaggi, con la propria presenza, con un abbraccio. “Mio padre aiutava sempre tutti. Voleva bene a tutti. È stato questo il senso più profondo della sua vita e il suo insegnamento. Mi ha lasciato questo, ma non i suoi occhi chiari. Anch’io vi voglio bene e vi abbracerei tutti”- ha concluso.
Il picchetto d’onore ha salutato il maresciallo Colasuonno, che resterà vicino a chi lo ha conosciuto e amato.

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