Galleria “Chigi-Naos”, attesa per l’inaugurazione di stasera

Le linee tracciate a terra si incontrano a formare geometrie ed intersezioni; qui la mano dell’artista ne ha evidenziato gli spazi liberi, sottolineando con la densità del colore figure geometriche a sé stanti e costituenti un piccolo universo-mondo.

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Ancora una volta, il raffinato talento del Maestro Claudio Morucci ha colto nel segno: nell’esposizione attuale ci comunica il Gallerista Silvio Merlani, l’artista infatti propone rivisitazioni poetiche della segnaletica stradale orizzontale, proponendo tali tracciati anche come luoghi di straordinarie “scoperte”. Le linee tracciate a terra si incontrano a formare geometrie ed intersezioni; qui la mano dell’artista ne ha evidenziato gli spazi liberi, sottolineando con la densità del colore figure geometriche a sé stanti e costituenti un piccolo universo-mondo. E’ inevitabile il ricordo del Suprematismo russo di Malevic e degli ori di Klimt, arricchiti e impreziositi qui con le “ reliquie “ di vita vissuta che la strada ogni giorno ci offre, tracce di “ passaggi “ di esseri viventi-piume, cordini, tessuti colorati, manoscritti- che riconducono la strada di per sé a uno spaccato di contemporaneità. Tale “spazio teorico “- citando Argan- viene per così dire sottolineato dallo “ spazio empirico “  del reliquiario, per il quale il Maestro  si è genialmente ispirato ad opere  medievali  di area umbra del XIV secolo. Lì erano schegge di santità ed umanità insieme che si offrivano alla venerazione dei fedeli osservatori ed esaltati dalle figure stanti di santi vescovi ed eremiti; qui diventavano frammenti di verità nascoste, che talvolta, nella frenesia della vita cittadina, ci sfuggono e che per questo vengono  ricondotti ad una giusta visibilità dalle linee tracciate sull’asfalto, vere e proprie “ meridiane “ che scandiscono il tempo e lo spazio della vita umana.

Si legge in un comunicato del Prof. Marina Privitera

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