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Gallese si ribella a Talete: “Non la vogliamo!”

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GALLESE- Il 17 maggio alle ore 17.30 presso il Museo “Marco Scacchi” si terrà un incontro-dibattito tra amministratori e cittadini dei Comuni della Provincia di Viterbo per affrontare la gestione del ciclo dell’acqua da parte della “Talete S.p.A.”.L’incontro si preannuncia “ caldo”. A spiegare i motivi dell’iniziativa è il Comitato Cittadino di Cultura e Politica che ci ha rilasciato gentilmente una intervista. Perché il Comitato è contrario a Talete? ”Talete è uno strumento delle norme che hanno risentito in forma pesante del vento dellaprivatizzazione dei servizi ed anche della mercificazione delle risorse quali diritti inalienabili e inviolabili della persona. Leggi che non hanno tenuto conto delle dimensioni delle realtà che assoggettavano: tale Viterbo o Roma, tale Gallese e nello specifico neanche della dimensione e della struttura territoriale del bacino idrografico. Per rispondere alla esigenza prospettata Talete si è fornita di una struttura complessa e di una filiera non sopportabile, in forma equitativa, per i piccoli comuni e i suoi cittadini.Si dice poi che è una Azienda pubblica: perché le azioni sono in mano ai comuni e la Provincia. Ma la Talete è una SpA e nel suo agire si comporta secondo il ‘Diritto Privato’. Circa la metà dei Comuni azionisti hanno una quantità di azioni ben al di sotto del 1%. Nella attuale situazione socio politica quando mai, in un piano di investimento infrastrutturale un comune al di sotto dell’1% vedrebbe approvata una propria esigenza?  Pensate che Onano ha lo 0,00%, Gradoli lo 0,01% mentre Gallese ha ben lo 0,94%.

Ulteriore considerazione: la Provincia di Viterbo ha il 12,17% delle quote. Da alcuni anni essa è ormai un vuoto contenitore e soggetto ad elezione di secondo livello: non rappresenta direttamente i cittadini. E allora la Regione Lazio non poteva intervenire e ripensare a tutto l’assetto stante anche le condizioni di bilancio della Talete non proprio floride e alla luce della inapplicata L.R. Lazio n°5/2014?” Quali azioni si possono attivare per contrastare l’ingresso in Talete?”Alla luce della situazione con il commissariamento di 8 Comuni sembra inutile perdersi nei meandri dei sofismi legali, ‘ché davanti “la legge è la legge” tutti chinano il capo. Se i risultati delle disposizioni di legge sono quelli portati da Talete ce la facciamo a gridare che la Legge può essere sbagliata e che la Legge puà essere Cambiata? Più siamo, più il grido è forte ed entra nella profondità delle stanze della politica. La nostra proposta poggia anzitutto su di un coordinamento al livello provinciale  dei Comuni e dei suoi cittadini per fare fronte unico e massa critica nei confronti delle istituzioni e far comprendere che questo loro modo di agire è a dir poco incivile, non rispettoso delle comunità: cosa accadrebbe se fossero i cittadini e le comunità a comportarsi nello stesso modo nei loro confronti? I Cittadini sono favorevoli o contrari?” Relativamente all’ingresso in Talete date le notizie che arrivano dai Comuni che sono già gestiti dalla Talete e alla luce dell’assemblea che l’Amministrazione Comunale aveva indetto e si è svolta l’8 maggio scorso, possiamo affermare che sono nettamente contrari! Spera che il Comune sostenga la vostra posizione?”La speranza è l’ultima a morire!; bando alle battute, in quell’assemblea l’Amministrazione è stata invitata a mettersi alla testa delle esigenze della cittadinanza. Possiamo prendere atto che gli amministratori siano in buona fede, ma viene il tempo in cui è necessario sapere dove si sta, senza se senza ma! Cinque mesi fa esordì il nostro Comitato  con una iniziativa dal titolo “essere partigiani nel XXI secolo”; ora, al di là dell’istanza trattata: l’acqua!, ad essa sottende, in forma graduata, il nuovo modello di vita a cui dovremmo essere sottoposti. A questo non ci stiamo. Agli amministratori la scelta!”.

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