Geniale artista unico: si ricorda oggi la nascita di Michelangelo Buonarroti

Un genio tormentato e incompreso

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Festeggiamenti in sordina nei tempi da coronavirus, ma è giusto sia così. Prudenza davanti ogni cosa per evitare di pagarne tutti pesanti conseguenze, ma oggi si ricorda comunque la nascita di un genio.

“Ricordo come ogi questo dì 6 di marzo 1474, mi nacque un fanciulo mastio: posigli nome Michelagnolo, et nacque in lunedì mattina, inanzi di 4 o 5 ore…”

Con queste parole Ludovico di Leonardo di Buonarroti Simoni annota la nascita del secondogenito, avvenuta a Caprese, nel Casentino. Il lieto evento viene registrato secondo il calendario fiorentino, ma, secondo il calendario attuale, dovremo far risalire al 1475.

Nato da famiglia povera, il giovane Buonarroti, dal talento innato, si avviò alla carriera artistica.

Fu proprio il padre ad avviare Michelangelo alla bottega di Domenico e Davide Ghirlandaio per un periodo di formazione di tre anni nella prolifica bottega fiorentina.

Già a dodici anni era bravissimo e molto attivo come apprendista e, nel periodo trascorso al fianco dei Ghirlandaio, Michelangelo acquisì i primi rudimenti nell’arte della pittura imparando la tecnica dell’affresco.

Grazie a  Francesco Granacci, iniziò a conoscere l’ arte della scultura nel vicino Giardino mediceo di San Marco, vero e centro di alta formazione sostenuto da Lorenzo il Magnifico e organizzato da Bertoldo di Giovanni, allievo e aiutante di Donatello. Entrò così nell’ ambiente mediceo, conoscendo i suoi principali committenti.

Da Venezia dove viene accolto e protetto da Giovan Francesco Aldovrandini, fino a Roma, ove completò la tomba di Giulio II e ci lasciò il grande affresco del Giudizio Universale nella parete dell’altare della Cappella Sistina, il grande genio ha reso uniche e meravigliose le sue opere.

L’ultimo trentennio di vita dell’artista è invece caratterizzato dal progressivo abbandono prima della pittura e poi della scultura in favore di una serie di importanti progetti. Un mito.

Un genio tormentato e incompreso. Il sentimento che affiora nella ultime opere è quello di sofferto isolamento davanti al momento decisivo dell’incontro con Dio.

Dell’ultimo periodo della sua vita fa parte il gruppo scultoreo della Pietà Bandini, nella quale si possono comprendere i momenti di sofferenza e irrequietezza interiore del genio.

Un uomo, un genio, un artista unico da ricordare.

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